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Lazio-Gattuso, inizio ad alta tensione: i tifosi lo avvisano su Lotito, scatta una nuova protesta

Mentre la Roma si gode il ritorno in Champions, sull'altra sponda del Tevere l'atmosfera è sempre più incandescente: il messaggio dei tifosi a Gattuso

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Per Gennaro Gattuso solo sfide impossibili. Dopo il fallimento nella corsa ai Mondiali alla guida dell’Italia, Ringhio ha deciso di ripartire dalla Lazio. Sui social i tifosi lo mettono già in guardia su Claudio Lotito, con cui la frattura è ormai aperta da tempo. E mentre la convivenza tra allenatore e patron promette scintille, in città non si fermano le contestazioni.

Gattuso, solo sfide estreme: dal Pisa al Napoli

La sua seconda vita professionale in panchina gli ha regalato esperienze tutt’altro che banali, fin dai tempi del Sion, in Svizzera, quando ricopriva il doppio ruolo di allenatore-giocatore. Poi l’esonero al Palermo del vulcanico Zamparini, le sfuriate in stile Trapattoni all’Ofi Creta, l’insperata promozione in Serie B con un Pisa travolto dai problemi economici, fino al sogno Milan. Dove non ha replicato i successi ottenuti calcando il rettangolo verde.

Nel mezzo anche il rapporto complicato con De Laurentiis al Napoli e quella qualificazione in Champions sfumata all’ultima giornata. Quindi le difficoltà vissute in due piazze caldissime come Valencia e Marsiglia, prima dell’esperienza in Croazia con un Hajduk Spalato al verde.

Il Mondiale perso con l’Italia e il sì a Lotito

La Nazionale è stata la grande scommessa di Gattuso, l’occasione sprecata per dare una svolta alla sua carriera. Subentrato a Spalletti con la qualificazione diretta già compromessa, l’obiettivo Mondiale si è infranto a Zenica, nella finale playoff persa ai rigori contro la Bosnia-Erzegovina.

Poi le lacrime, la fuga a Marbella con la famiglia, il silenzio e il clamoroso ritorno. Ad attenderlo c’è però un ambiente segnato dalle polemiche, reduce da una stagione tormentata. L’Olimpico semivuoto, la contestazione permanente e il conflitto con Lotito, che più volte ha battibeccato anche con Sarri. Gattuso avrebbe probabilmente avuto bisogno di una piazza tranquilla da cui ripartire, ma ha scelto di nuovo una polveriera.

I tifosi mettono in guardia Gattuso su Lotito

Gattuso è l’uomo giusto per la Lazio? È questa la domanda più frequente rivolta negli ultimi giorni ai tifosi. Per la maggior parte dei sostenitori biancocelesti, però, il vero problema non è rappresentato da chi è seduto in panchina, ma da chi è al comando del club: Lotito. “Il problema non è l’allenatore. Gattuso forse non ha seguito la situazione, altrimenti non avrebbe accettato” sostiene Antonio su Facebook in un sondaggio promosso da ‘Io Tifo Lazio’.

“Ci puoi mettere pure Guardiola, ma se la squadra è scarsa, l’allenatore è l’ultimo dei problemi” aggiunge Federico. “Gattuso non si rende conto in quale trappola è caduto” sottolinea Laura. “Il problema è la società, che non ha progetti e programmi. Ci sta portando alla distruzione totale”.

Ancora proteste in città: lo striscione

La tensione è sempre più alta sulla sponda biancoceleste del Tevere. Mentre la Roma festeggia il ritorno in Champions grazie a Gasperini e Malen, in casa Lazio è tutto da rifare. E in città non si placa la contestazione.

Via Lotito, via Fabiani. La Lazio è dei laziali” si legge su uno striscione affisso su un ponte della Capitale. Intanto, in attesa dell’annuncio ufficiale, Gattuso starebbe già cercando casa nei pressi di Formello e avrebbe già fatto una serie di chiamate ad alcuni giocatori chiave come Taylor, Romagnoli, la cui permanenza è in bilico, e Zaccardi.

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