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Lazio-Inter 2018, Lotito ne ha per tutti

Il presidente dei biancocelesti spietato con De Vrij e Inzaghi ricordando la partita che costò il posto in Champions: "Stefan non doveva giocare".

15-10-2019 19:00

Sotto la gestione di Claudio Lotito la Lazio ha conquistato finora cinque titoli, non pochi in un’epoca calcistica dominata in Italia dalla Juventus. Ai tifosi biancocelesti, e ovviamente anche alla società, manca però la partecipazione alla fase a gironi di Champions League, dove la Lazio non figura addirittura da 13 anni. Solo una volta nell’era Lotito gli Aquilotti sono stati davvero a un passo dall’obiettivo, nel 2015 quando la squadra allenata da Stefano Pioli perse il turno preliminare contro il Bayer Leverkusen e nel 2018, quando sotto la guida di Simone Inzaghi la Lazio perse all’ultima giornata la sfida-spareggio contro l’Inter che operò il sorpasso al quarto posto.

Una delusione, quest’ultima, ancora ben viva nei ricordi di giocatori, allenatore e società, visto lo svolgimento della partita del 20 maggio 2018, con la Lazio in vantaggio 2-1 fino a pochi minuti dal termine, prima del rigore trasformato da Icardi e del gol di Vecino allo scadere. Rigore procurato da un intervento di Stefan De Vrij, che aveva già firmato per l’Inter.

Ospite della redazione del 'Corriere dello Sport', Claudio Lotito è tornato indietro nel tempo senza risparmiare duri attacchi al difensore olandese e, pur senza nominarlo, a Simone Inzaghi che lo mandò in campo: "Abbiamo perso la Champions con l'Inter avendo due risultati su tre – ricorda Lotito – Faccio un discorso tecnico: voi l'avreste fatto giocare de Vrij? Io ho visto la partita, se vedi il primo tempo c'è stato un episodio dove siamo stati fortunati. E quello doveva essere un campanello d'allarme. Nella vita bisogna avere anche buonsenso".

"Le responsabilità di quella partita con l'Inter sono di tutti, ma in primis le mie perché l'ho consentito – prosegue Lotito – Sarei dovuto intervenire. Io non l'avrei fatto giocare, abbiamo perso la partita per quell’errore. Lo staff mi ha detto che lui era un grande professionista, io da parte mia avevo detto che non avrebbe dovuto giocare, ma non ho obbligato nessuno". 

Infine una constatazione d'orgoglio: "La Lazio dopo la Juve è quella che ha vinto più di tutto. La Fiorentina non ha vinto nulla, il Napoli meno di noi.  Lo sport è basato sul merito, sullo spirito di sacrificio, su valori che sono fondanti nella società civile e che noi applichiamo quotidianamente. Per questo la Lazio viene considerata una società modello. I trofei, gli scudetti contano, ma in maggior modo conta quello che lasci". 

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