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Lazio-Inter, la finale di Coppa Italia conta tanto: Sarri prepara la trappola, Chivu toglie pressione ai suoi

I nerazzurri vogliono il secondo trofeo stagionale, per i biancocelesti è la notte che potrebbe valere una stagione e che mette in palio anche un posto in Europa.

Pubblicato:

Ylenia Cucciniello

Ylenia Cucciniello

Football Specialist

Giovanissima e appassionatissima di tutto lo sport: scrive di calcio giocato ma non rinuncia allo sguardo sull'extra campo, dove spesso si trovano risposte che il rettangolo verde non riesce a restituire

Tutto in una notte. Nuovamente nella magica cornice dell’Olimpico, Lazio e Inter si ritrovano faccia a faccia in un match che potrebbe valere una stagione. È il momento della finale di Coppa Italia, con le due squadre che si incontrano nuovamente dopo il netto 3-0 dei nerazzurri inflitto ai danni della compagine capitolina nell’ultima di campionato. Un successo che, ora, conta davvero poco.

Questa sera si riparte inesorabilmente dallo 0-0 e con tante motivazioni ambo le parti che lasciano presagire a una finale pronta a regalarci una notte all’insegna del più puro divertimento calcistico. Ad alimentare il fuoco della grande sfida ci sono stimoli fortissimi e contrapposti. Se da una parte la Lazio sembra avere la motivazione dare un senso alla stagione, dall’altra il desiderio nerazzurro di mettere in bacheca il secondo trofeo stagionale non è da meno.

Sarri cerca l’impresa

“Quest’anno la Lazio ha attraversato il deserto senz’acqua”. Le parole pronunciate da Sarri alla vigilia racchiudono probabilmente l’intera essenza della stagione laziale. Le difficoltà incontrate lungo il cammino non sono state poche considerando i noti problemi regolamentari legati al mercato della scorsa estate e le dolorose partenze di pedine fondamentali del calibro di Castellanos e Guendouzi. Nonostante le mille avversità, è emersa prepotentemente la grande voglia unita alla capacità di rialzarsi per regalarsi un’ultima possibilità al culmine di un’annata complicata.

La finale di Coppa Italia rappresenta un’occasione assolutamente irripetibile per i capitolini che, questa sera, si giocano l’accesso all’Europa per la prossima stagione. Le motivazioni per centrare il trionfo sono quindi gigantesche, anche se il bilancio dei precedenti contro Chivu non appare incoraggiante. I due allenatori si sono affrontati esclusivamente nelle due sfide di questo campionato, terminate entrambe con netti successi dell’Inter (2-0 e 3-0). Appena cinque giorni fa, la formazione di Sarri è parsa mai in partita e quasi mai pericolosa, ma guai a sottovalutare l’orgoglio di una Lazio capace di sorprendere tutti, ancora una volta.

Chivu punta al doblete

“Vogliamo onorare la finale, ma niente ossessione”. Chivu, dal canto suo, ha provato a scrollare un po’ di pressione di dosso ai propri ragazzi. Con lo scudetto in tasca e i grandi festeggiamenti programmati per domenica al termine della gara di San Siro contro il Verona, l’Inter conserva comunque forti motivazioni per lottare fino all’ultimo respiro questa sera. I meneghini cercheranno di portare in doppia cifra (10) i trionfi in Coppa Italia. Sarebbe la primissima affermazione in questa competizione per Chivu, da affiancare al tricolore appena vinto. Un magico double riuscito nella gloriosa storia interista a soli due allenatori, ovvero Mancini e Mourinho.

A pochissime ore dalla tanto attesa sfida, l’unica vera ansia in casa Inter resta legata alle condizioni fisiche di Marcus Thuram, fermatosi nei giorni scorsi a causa di un fastidioso risentimento muscolare, ma tornato ieri ad allenarsi in gruppo. Non parliamo di una pedina qualsiasi dato che l’attaccante francese, dopo un momento di vistoso calo in questa stagione, ha scacciato via prepotentemente la nebbia salendo in cattedra con sei reti siglate nelle ultime sei partite disputate.

Fame di riscatto e di trofei

La Lazio, per battere la corazzata nerazzurra, avrà dunque la necessità di proporre qualcosa di diverso. Sarri ha ammesso che la sua squadra ha disputato una vera e propria partitaccia sabato scorso, avvisando tutto l’ambiente che per l’attesa finale di Coppa Italia avrebbe messo in campo una formazione differente. Cambiare gli interpreti in campo è fondamentale, ma servirà inevitabilmente anche qualcosa in più a livello agonistico. Partendo dal presupposto che lo stesso tecnico toscano dovrà assistere al match dalla tribuna per squalifica, tornano titolari Nuno Tavares, Zaccagni e Isaksen. Praticamente le frecce più affilate dell’intero arco laziale.

A tutto questo si aggiunge la suggestiva possibilità di giocarsi a gara in corso la carta Pedro. L’attaccante ha colpito l’Inter più di qualsiasi altra squadra, senza dimenticare la doppietta di San Siro che, un anno fa, costò ai meneghini una grossa fetta di scudetto. Le alternative tattiche per far male agli avversari, insomma, ci sono tutte e verranno fortemente sostenute dalla Curva Nord. Il tifo organizzato biancoceleste porrà, infatti, momentaneamente fine alla contestazione nei confronti di Lotito, per poi riprenderla lunedì prossimo in vista dell’attesissimo derby contro la Roma. Chivu ha predicato grande calma, ma la fame di continuare a macinare successi certamente non manca. Lautaro e compagni conservano forte motivazioni per regalarsi un finale di stagione ancor più sorprendente.

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