Le strade della Lazio e di Maurizio Sarri sembrano destinate a separarsi. È quanto traspare dalle dichiarazioni del tecnico biancoceleste rilasciate al termine della sfida vinta in rimonta contro il Pisa, nell’ultima giornata di campionato. Parole che lasciano intravedere chiari segnali d’addio, al termine di un rapporto segnato da incomprensioni e tensioni in una stagione tutt’altro che semplice in casa Lazio.
- Sarri: "Non sono contento, non sono stato ascoltato"
- Il tecnico: "A Formello nessuno ti ascolta"
- Lazio, al via la caccia al successore
- La gaffe di Costacurta
Sarri: “Non sono contento, non sono stato ascoltato”
Nel post-partita, Sarri ha tracciato il bilancio di un’annata vissuta intensamente nella realtà capitolina, scegliendo di partire dai suoi giocatori: “Li ho ringraziati, perché è stata una stagione devastante. Il gruppo non ha mai mollato sotto il profilo dell’atteggiamento e, dal punto di vista morale, è la rosa più forte che abbia mai allenato”.
Sul proprio destino, il tecnico toscano non ha usato mezzi termini: “Sono sotto contratto, ma valuteremo nei prossimi giorni. Non sono contento, perché non sono stato ascoltato e ritengo giusto affrontare certi discorsi prima con il club. È stata la stagione più difficile da quando alleno in Serie A, per molti motivi, e aver portato a casa un’annata dignitosa rappresenta comunque un buon risultato. Sono state prese decisioni che non condividevo, senza spiegazioni. È mancato il confronto su questioni importanti”.
Il tecnico: “A Formello nessuno ti ascolta”
Nonostante un contratto ancora valido per due stagioni, Sarri appare ormai distante dal progetto biancoceleste. Una stagione difficile ma formativa, raccontata non senza una nota di amarezza: “Mi sarebbe piaciuto affrontare un’annata così complicata a quarant’anni. Quando mi è stato comunicato che il mercato era chiuso, mi era stato garantito che a gennaio avrei potuto intervenire, ma così non è stato. A Formello puoi anche battere i pugni sul tavolo, ma nessuno ti ascolta“. Poi una stoccata sulla complessità dell’ambiente: “Ho le mie perplessità, così come il presidente ha le sue”.
Tra i malumori, Sarri ha tenuto a sottolineare la propria coerenza: “Avevo promesso di arrivare fino in fondo, e così è stato”. Sulle recenti dichiarazioni di Lotito ha tagliato corto: “Mi sono risultate indifferenti. Il valore dei miei ragazzi lo conosco bene, non ho bisogno di terze persone per giudicare questo gruppo”. Infine, un pensiero al popolo laziale: “Mi sono sentito uno di loro. Le etichette sono sciocchezze: io di questo ambiente mi sono innamorato”.
Lazio, al via la caccia al successore
Lo scenario, dunque, sembra quello del divorzio. Per Sarri restano vive le suggestioni Atalanta e Napoli come possibili destinazioni. In casa Lazio, intanto, è già partita la caccia al successore: in pole position c’è Raffaele Palladino, mentre sullo sfondo si monitorano i profili di Pisacane, Thiago Motta e Sergio Conceicao. Una corsa apertissima, con le prossime ore che potrebbero rivelarsi decisive.
La gaffe di Costacurta
Al termine dell’intervista ai microfoni di Sky, c’è stato spazio anche per un siparietto. Dagli studi, Alessandro Costacurta si è rivolto al tecnico con queste parole: “Sarri, mi piacerebbe rivederla l’anno prossimo”. Pronta la replica, ironica, dell’allenatore: “Ferma, fermati! Aspetta! Detta così… Spera di rivedermi? Mi sto un po’ toccando, eh…”. L’ex difensore rossonero ha subito corretto il tiro: “Naturalmente intendevo su una panchina”. E Sarri, sorridendo: “Ah, ecco! Grazie, Billy!”.
