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Lazio, tifosi in rivolta: "Rispetto o guerra"

I sostenitori biancocelesti espongono uno striscione davanti alla sede della Federcalcio per protestare contro i torti arbitrali.

“Rispetto o guerra”. Non ha bisogno di ulteriori spiegazioni l’accesa protesta, per fortuna solo verbale, cui i tifosi della Lazio hanno dato vita a poche ore dal posticipo contro il Bologna.

Destinatarie, le istituzioni calcistiche. Motivo, i frequenti errori arbitrali ai danni della squadra di Inzaghi che hanno caratterizzato la stagione. Errori che non stanno impedendo ai biancocelesti di essere in corsa per un posto in Champions, ma troppo reiterati per essere digeriti dai tifosi. Un lungo striscione è stato esposto davanti alla sede della Federcalcio. Questo il contenuto: “Eccoci siamo qua, come 18 anni fa… rispetto o guerra. Fiorentina, Torino, Milan, Juve, Cagliari, senza contare le partite portate a casa comunque, nonostante clamorosi errori. Oggi siamo qui come 18 anni fa, quando ci prendemmo uno scudetto, a difesa della Lazio. Ora ci riprenderemo quel che ci spetta. Stanchi di assistere ad evidenti errori di una certa classe arbitrale ridicola e in malafede. Chi tocca un laziale…"

Il riferimento a 18 anni fa riguarda la corsa allo scudetto della primavera 2000, quando i tifosi della Lazio protestarono nel medesimo modo prima della rimonta vincente della squadra di Eriksson sulla Juventus. La protesta è poi proseguita allo stadio prima della partita contro il Bologna con l’ingresso in ritardo di 15’ dei tifosi in Curva Nord.

SPORTAL.IT | 18-03-2018 20:30

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