Era una voce fondata, adesso c’è il crisma dell’ufficialità: Brescia non avrà più una propria squadra in LBA, e la cosa fa rumore pensando al fatto che nelle ultime annate la Germani ha sempre raggiunto risultati di grande rilievo, con la vittoria della Coppa Italia nel 2023 e la finale scudetto raggiunta nel 2025 (ko. 3-0 con la Virtus Bologna). Quest’anno il 3-1 rimediato nella semifinale contro Milano ha finito per offrire al popolo della Leonessa l’ultimo afflato: il Consiglio Federale ha ratificato il cambio di proprietà e il trasloco del titolo sportivo a Roma, dove Paul Matiasic ha ufficialmente creato la Maxima, seconda società della Capitale dopo l’avvento della BC Roma SPRQ di Donnie Nelson e Luka Doncic.
- Brescia, ora è ufficiale: la Leonessa trasloca a Roma
- Trieste esclusa dalla Champions (e c'entra Trapani)
- La credibilità del basket italiano è ai minimi storici
Brescia, ora è ufficiale: la Leonessa trasloca a Roma
L’intrigo ha avuto una soluzione piuttosto ovvia dopo che nei giorni scorsi le carte erano state scoperte abbondantemente. E ieri, quando il board della federazione europea aveva escluso dalla prossima Basketball Champions League sia Brescia che Trieste, s’era capito che ormai il passo era già stato consumato.
Brescia cede il titolo sportivo alla seconda squadra capitolina, che astutamente ha subito richiesto (e ottenuto) una wild card per partecipare alla prossima FIBA EuroCup, requisito considerato essenziale per poterla poi spuntare nella corsa con l’altra squadra traslocata nella Capitale (in quel caso da Cremona) per essere annessa al progetto NBA Europe.
Il contingente italiano di EuroCup così consisterà in un nutrito quartetto di alternative: oltre alla Maxima Roma ci saranno Napoli, Trento e Venezia. Mentre in Champions ci saranno Reggio Emilia e Varese a tenere alta la bandiera italiana.
Trieste esclusa dalla Champions (e c’entra Trapani)
Sui motivi che hanno spinto la FIBA a escludere a priori Brescia e Trieste ci sono in ballo interessi legati al precedente Trapani Shark dell’ultima annata: dopo l’esclusione a gennaio della squadra del patron Antonini (che nel frattempo continua a litigare con mezzo mondo, ribadendo ai quattro venti di essere pronto ad attendere per avere la possibilità di rifarsi di tutte le “ingiustizie” che a suo dire ha subito nei mesi scorsi, attaccando sia la FIP che le istituzioni trapanesi), in Europa tutti hanno cominciato a guardare con sospetto le società italiane.
E visto che su Trieste (di proprietà di Matiasic, ma con un nuovo board che si insedierà nei prossimi giorni dopo la dipartita del magnate californiano verso la Capitale) e Brescia le nubi cominciavano ad addensarsi in modo evidente (Brescia addirittura cesserà di esistere, studiando un progetto per ripartire dalle categorie inferiori), ecco che la FIBA ha pensato bene di tenerle fuori in modo premeditato, al fine di evitare di doverle poi escludere in corso d’opera.
Ma in realtà le mosse sono state fatte con oculatezza e intelligenza, specie nel caso della Leonessa. Che potrebbe ripartire dalla B qualora un pool di imprese locali decidesse di mettere in piedi a tempo di record una nuova società. Lo sperano i tifosi locali, traditi a loro volta come è già successo a quelli di Cremona (e in modo differente Trapani precedentemente).
La credibilità del basket italiano è ai minimi storici
Insomma, il basket italiano è entrato in una spirale dal quale rischia di non riprendersi più. Perché la compravendita dei titoli sportivi rischia seriamente di minare un ecosistema che già “dorato” prima di questa estate non era. Non è un caso se la pallacanestro è, assieme al calcio, una delle discipline in più grossa difficoltà tra quelle preminenti nel panorama degli sport nazionali.
La credibilità è andata nuovamente a farsi benedire, con Roma che ha ottenuto due nuove società (mentre l’attuale Virtus, emanazione della Virtus che fu, non è riuscita a risalire in A2 perdendo tutte le gare decisive nella sua corsa play-off) ma che a sua volta dovrà guadagnare la fiducia del pubblico.
Con la BC Roma SPQR che guarda già al 2028, quando si trasferirà a giocare al Centrale del Foro Italico (con apposita copertura), mentre la Maxima ha il PalaEur, ma tanto scetticismo addosso. Insomma, un’estate (sin qui) non bella da raccontare. Sperando che le sorprese siano finite qui.
