Le 10 frasi epiche di Conte: ristoranti e quella frase sull'Inter

By Virgilio Sport

Pubblicato il 31 maggio 2019

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Agghiacciante!

La parola ricorrente è passata alla storia di Conte. E' il 23 agosto 2012. L'allora tecnico Juve tiene una conferenza stampa infuocata a Vinovo dopo la sentenza della Corte di Giustizia Federale che ha confermato i suoi 10 mesi di squalifica - poi ridotti a 4 - per "omessa denuncia" nell'ambio delle inchieste sul calcioscommesse

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Ristoranti da 10 e 100 euro

Altra frase storica: "Non si può mangiare con 10 euro in un ristorante da 100 euro" sulle disponibilità economiche della Juve di allora

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Vittoria e non vittoria

"Chi vince scrive la storia, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia"

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Simpatia e antipatia Juve

Arriva sulla panchina dei bianconeri reduci dal post Calciopoli e due settimi posti: "La Juve l'ho lasciata antipatica e l'ho trovata simpatica. Voglio che torni antipatica presto. Io se perdo muoio".

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Rapporto con Del Piero

Con lui, al suo ultimo anno in Juve, Pinturicchio fece tanta panchina: "Del Piero sarà sempre una soluzione, mai un problema“

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Conte e la Champions

"Cosa manca alla Juve in Europa? Il tempo. Credo che da qui a molti anni a venire sarà dura vedere una squadra italiana in finale di Champions..." L'anno dopo le sue dimissioni però la Juve di Allegri andò in finale di Champions...

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Conte contro Capello e quei due scudetti

Dopo qualche critica di Capello, Conte risponde per le rime: "Stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Io mi ricordo gli scudetti di Lippi e di Trapattoni, non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie"

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Ce n’è anche per Cassano

Conte entra in conflitto anche con Fantantonio: "Mi sembra che il signor Cassano nella propria carriera abbia più volte dimostrato sul campo e fuori dal campo, vedi imitazioni di Capello al Real Madrid, o le corna mostrate all'arbitro Rosetti ed altri episodi, di non avere i requisiti richiesti dal sottoscritto"

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La preveggenza…

Era la vigilia di Inter-Juve, nel marzo 2013. In conferenza stampa un Conte quanto mai deciso spiega: "Io sono un professionista. Se allenassi l'Inter, ma anche il Milan o la Roma, sarei il primo tifoso di questa squadra".

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L’addio inatteso alla Juve

Un Conte abbronzato ma sommesso lascia la "sua" Juve dopo tre scudetti e tre giorni di ritiro: “C’è stato un percorso. Ho maturato delle percezioni e delle sensazioni che poi mi hanno portato a questa decisione”.

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