La Champions League come spartiacque del futuro. Prima il traguardo, poi le decisioni. È questo il filo che unisce Leao, Dybala, Vlahovic, Anguissa e Nico Paz: cinque storie diverse, cinque talenti dal destino ancora tutto da scrivere. Nessuno di loro, oggi, conosce davvero quale sarà la prossima tappa della propria carriera. Le società hanno rinviato valutazioni definitive, i procuratori aspettano segnali, i giocatori restano concentrati sugli obiettivi stagionali. Il focus sulla qualificazione alla prossima Champions ha inevitabilmente rallentato trattative, incontri e strategie di mercato. Una lotta serrata, fatta di punti pesanti e tensione continua, che non lascia spazio a distrazioni. E così addii, rinnovi e conferme restano congelati almeno fino al termine del campionato.
- Leao, un’annata complicata e un futuro meno scontato
- Dybala e quella sensazione d’addio che aleggia su Roma
- Vlahovic, i gol ritrovati e il nodo ingaggio
- Anguissa e Nico Paz, tra conferme difficili e tentazioni di mercato
Leao, un’annata complicata e un futuro meno scontato
Doveva essere il trascinatore del Milan, ma la stagione di Leao è stata ben al di sotto delle aspettative. Anche le scelte tattiche di Allegri hanno inciso sul rendimento del portoghese, spesso costretto a giocare da seconda punta, lontano dalla sua posizione ideale sulla fascia. Un adattamento che non ha mai realmente funzionato e che ha finito per limitarne strappi, campo aperto e imprevedibilità. Troppe prestazioni opache, poca continuità e anche la contestazione di una parte del pubblico rossonero, che in più occasioni lo ha fischiato. Segnali che alimentano dubbi sul futuro del numero 10, nonostante un contratto fino al 2028. I rossoneri davanti a offerte tra i 50 e i 60 milioni di euro, potrebbero sedersi a trattare.
Dybala e quella sensazione d’addio che aleggia su Roma
Le parole di Dybala, dopo la partita contro il Parma vinta tra le polemiche, hanno avuto il sapore di un commiato. L’argentino non ha nascosto l’incertezza che accompagna il suo futuro e, soprattutto, il silenzio della società sul tema rinnovo. “La società non mi ha contattato per il rinnovo e quella contro la Lazio potrebbe essere la mia ultima partita davanti ai tifosi della Roma. Vorrei sapere anche io cosa mi riserva il futuro”. Frasi pesanti, che raccontano un rapporto arrivato a un bivio. Eppure non sarebbe la prima volta che la Joya sembra pronta a salutare la Capitale. Già due estati fa aveva praticamente le valigie in mano per trasferirsi in Arabia Saudita, salvo poi decidere di restare.
Questa volta, però, l’addio appare più concreto. L’ex Juventus aspetta l’arrivo dei Friedkin per capire intenzioni e prospettive, ma il tempo scorre e la sensazione è che il ciclo possa essere vicino alla conclusione.
Vlahovic, i gol ritrovati e il nodo ingaggio
Nel momento più delicato della stagione, Vlahovic è tornato a fare ciò che gli riesce meglio: il centravanti. Nelle ultime partite il serbo ha mostrato tutto ciò che alla Juventus è mancato per mesi: presenza in area, cattiveria e capacità di trasformare poche occasioni in gol pesanti, come contro il Lecce. Anche Spalletti ha recentemente speso parole importanti nei suoi confronti, soffermandosi pure su quell’atteggiamento feroce che lo caratterizza: “Ha quel ghigno da attaccante vero”. Un’investitura significativa, soprattutto in vista del futuro azzurro.
E proprio il futuro resta il grande tema in casa Juventus. Il contratto di Vlahovic è in scadenza e il principale ostacolo continua a essere lo stipendio da 12 milioni di euro netti, considerato troppo elevato dalla dirigenza bianconera. Per questo motivo l’ipotesi più concreta potrebbe diventare un rinnovo al ribasso, soluzione che permetterebbe alla Vecchia Signora di non perdere il proprio centravanti e al giocatore di restare al centro del progetto. La decisione definitiva, però, è ancora rimandata. Anche qui pesa la corsa Champions, fondamentale per capire margini economici e strategie tecniche del club.
Anguissa e Nico Paz, tra conferme difficili e tentazioni di mercato
Conte ha restituito centralità e continuità ad Anguissa, trasformandolo nuovamente in un fattore del centrocampo del Napoli. La sua fisicità e la capacità di dominare le transizioni restano qualità preziose, ma gli ultimi problemi fisici hanno aperto più di qualche riflessione. Il contratto del camerunese scade nel 2027 e, nonostante i dialoghi avviati, l’accordo per il rinnovo ancora non c’è. I partenopei sanno di trovarsi davanti a un momento decisivo: senza prolungamento, questa potrebbe essere l’ultima estate utile per monetizzare una sua eventuale cessione. E gli estimatori, soprattutto all’estero, non mancano.
Discorso diverso ma altrettanto delicato per Nico Paz. Il Como vorrebbe trattenere i suoi gioielli per affrontare nel migliore dei modi la storica avventura europea, ma il destino del talento argentino non dipende soltanto dal club lariano. Sullo sfondo resta infatti il Real Madrid, che mantiene il controllo sul futuro del trequartista. I Blancos potranno riportarlo a casa pagando 10,5 milioni di euro al termine della stagione, cifra destinata a salire a 11,5 milioni nell’estate 2027. Cesc Fabregas si è già esposto chiaramente: “Gli farebbe bene un altro anno con noi”. Una permanenza che consentirebbe a Nico Paz di crescere ulteriormente e confrontarsi anche con il palcoscenico europeo. Ma, almeno per ora, ogni discorso resta sospeso. Prima viene la Champions. Poi arriverà il tempo delle scelte.
