“Il cuore stava bene, anche se adesso la Procura chiederà anche i documenti medici della ragazza, per valutare la sua storia agonistica, e da lì si vedrà effettivamente se vi erano dei problemi pregressi. Molto probabilmente non ha avuto nulla ma la cosa importante da chiarire è che la ragazza essendo affogata, è affogata viva”. Cosi’ l’avvocato Gabriele Giambrone, legale della famiglia di Simona Cinà, la giovane pallavolista morta a Bagheria sabato scorso durante una festa di laurea.
