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Lehecka impressionato da Sinner, la frase che spiega lo strapotere di Jannik: “Come sbattere contro un muro”

Nessun rimpianto per Lehecka, che durante la conferenza stampa post finale di Miami ha tessuto le lodi di Sinner e spiegato nel modo migliore l'impotenza che si prova quando si affronta Jannik

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Matteo Morace

Matteo Morace

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Tra Indian Wells e Miami è andato in scena l’ennesimo Jannik Sinner show di queste ultime stagioni. Nei tornei statunitensi l’azzurro ha messo in campo una vera e propria dimostrazione di forza, anzi, di dominanza, vincendo tutti e due i tornei senza perdere nemmeno un set, con i suoi avversari che per quanto potessero giocare bene non hanno mai trovato i modo di scalfire il n°2 ATP, una sensazione provata anche da Jiri Lehecka, che dopo la finale in Florida non ha usato giri di parole per spiegare lo strapotere di Sinner.

L’incredibile impresa di Sinner tra Indian Wells e Miami

Non sarà uno slam ma poco ci manca. Per punti assegnati, difficoltà dell’impresa e blasone dei due tornei, conquistare il Sunshine Double è da sempre considerata una delle imprese più prestigiose nella storia del tennis, tanto che prima di quest’anno solo sette uomini erano riusciti a realizzarla.

Sinner non solo si è aggiunto alla ristretta cerchia composta da Courier, Chang, Sampras, Rios, Agassi, Federer e Djokovic, ma è riuscito in un’impresa che mai prima era stata realizzata, ovvero quella di conquistare sia Indian Wells che Miami senza cedere un set, cosa che a livello di Masters 1000 non fa da ben 17 incontri.

Lehecka spiega cosa ha fatto la differenza nella finale

A permettere a Sinner di realizzare questa impresa è certamente stata anche la sua incredibile mentalità e capacità di reggere e gestire i momenti degli incontri, anche grazie all’esperienza maturata in carriera. Aspetti che secondo Lehecka per esempio hanno fatto la differenza anche in finale a Miami: “Credo che esperienza e fiducia siano stati due aspetti che hanno pesato non poco in questa finale. Lui l’ha dimostrato nel momento cruciale del primo set, quando si è trovato sotto 0-40 ed è stato in grado poi di conquistare quel game. In quel momento ha servito in modo incredibile: cinque prime di fila. Ho pensato che se avesse giocato più seconde, avrei avuto buone possibilità di trovare ritmo e metterlo sotto pressione. Ma penso che lui abbia percepito la stessa cosa e abbia alzato il livello: da lì in poi è stato molto difficile metterlo in difficoltà nei suoi turni in battuta”.

Sinner, Lehecka impressionato: “Come sbattere contro un muro”

Lehecka, che prima di incontrare Sinner non aveva subito un singolo break in tutto il torneo, ha poi spiegato quale sia la differenza tra Jannik e gli altri giocatori, utilizzando una metafora che rende al meglio lo strapotere dell’azzurro in campo: “Ho avuto la sensazione di ‘sbattere contro un muro’. Lui rispondeva molto bene e metteva sempre più pressione. Non è stato facile. Era una bella statistica non perdere il servizio fino alla finale, ma sapevo che prima o poi sarebbe successo. Non penso mi abbia condizionato più di tanto: l’ho vissuto come qualsiasi altro break. Subito dopo sono rimasto calmo e ho provato a recuperare, avendo anche tre buone occasioni. Ma lì si è visto il livello dell’avversario: cinque prime consecutive nei momenti decisivi. Ho avuto praticamente una sola possibilità concreta sul 30-40, poi due ace. Questo dimostra quanto sia forte: nei momenti cruciali si è affidato al servizio in modo perfetto. Non credo che avrei fatto qualcosa di diverso”.

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