Licia Colò, compagna per sette anni di Nicola Pietrangeli, non cela la sofferenza di chi sta crescendo lucidamente nella sicurezza di aver compreso di essere davanti a un uomo che l’ha aiutata a credere nelle sue qualità. Un compagno, certo, ma di lui ricorda ai giornalisti presenti alla camera ardente l’uomo testardo, caparbio, determinato quanto onesto. Forse sì, arrogante ma l’uomo capace di credere nelle sue qualità ancora prima di esserne consapevole. “Oggi voglio ricordare Nicola, è una persona amata da tantissime altre persone”, ha dichiarato. Alla camera ardente del campione di tennis, allestita nel campo del Foro Italico che porta il suo nome, la presentatrice e produttrice si ferma davanti al feretro e lascia un ricordo, carico di affetto ai cronisti presenti.
- Il campione amato da tutti, un maestro di vita
- Il rapporto con i giovani, Sinner e Panatta
- Il vuoto lasciato da Pietrangeli per famiglia e affetti
Il campione amato da tutti, un maestro di vita
Il rapporto con i giovani, Sinner e Panatta
“Oggigiorno ho la sensazione che i giocatori non la vivano come parentesi, ma come unico scopo dell’esistenza. L’esistenza è tanto di più. Nicola l’aveva capito già da molto tempo”, ha precisato per illustrare in profondità il pensiero, la constatazione di un grandissimo campione, un po’ guascone e anche irruento. E che ha alimentato alcuni contrasti inevitabili con i campioni della generazione attuale di protagonisti, a partire da Jannik Sinner.
Ma non solo. Pur da capitano, in quel Cile divenuto storico per la sua maglietta rossa e per le parole spese da Adriano Panatta e Paolo Bertolucci aveva dato il suo segno. Riusciva ad imprimere con la sua personalità ogni evento.
Adriano Panatta rende omaggio al campione
Il vuoto lasciato da Pietrangeli per famiglia e affetti
Un uomo unico che mancherà: “A me, come alla sua famiglia, lascia un grande vuoto. Però lui ha una nipotina meravigliosa che si chiama Nicole Pietrangeli, e quindi lascia la sua storia, che continuerà a essere ricordata”.
Poi un passaggio sul carattere: “Il difetto poteva essere quello che molti definivano la sua arroganza. Per me era anche il suo pregio, perché era uno tosto, che diceva quello che pensava con convinzione, andando controcorrente. Aveva tanti amici, ma anche tanti nemici. In questa società significa avere coraggio, anche perché aveva quasi sempre ragione, a mio avviso”. “Ingombrante stare al suo fianco? Secondo me no. Ha sempre portato un grande rispetto per tutti, e questo è un insegnamento importante. Sicuramente non passava inosservato”, ha concluso Colò con un sorriso.
