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L'Italia cresce, ma non sa più vincere

A Genova l'amichevole contro l'Ucraina finisce 1-1: non bastano il gol di Bernardeschi e le tante occasioni create.

Neppure la miglior Italia dell’era Mancini, e forse non solo, basta per ritrovare il successo che in casa manca da più di un anno (settembre 2017). La sesta uscita della nuova gestione degli Azzurri termina infatti con un pareggio deludente nella sostanza, 1-1 a Genova contro l’Ucraina, ma nel complesso positivo se si guarda alla prestazione, la cosa più importante in gare amichevoli e in particolare in questa fase storica per un’Italia in ricostruzione, alla caccia di talenti, gioco e fiducia. Il risultato sta stretto a Chiellini e compagni, molto convincente nel primo tempo, prima di un calo fisico e forse anche mentale nel secondo tempo, dopo che il dominio della prima parte di gara non ha trovato corrispondenza in termini di gol fatti.

Proprio quello della prolificità resta allora il vero tasto dolente del nuovo corso dell’Italia che nelle gare con Mancini in panchina ha segnato appena sei gol. Eppure questa volta le occasioni, in serie, sono state create, in particolare in un primo tempo che ha divertito il pubblico di Genova, commosso per la pausa di 30” al 43’ per ricordare le vittime, appunto 43, del crollo del Ponte Morandi. L’Ucraina di mister Shevchenko infatti non riesce a difendersi dalla pioggia di tiri ed occasioni che piovono dalle parti dell’incerto Pyatov, goffo, ma efficace sui tentativi di Bernardeschi e Bonucci e poi graziato da Chiesa che dopo aver ricevuto palla sulla trequarti ignora Insigne liberissimo a centro area.

L’Italia piace per la personalità del centrocampo, in particolare del debuttante Barella e del recuperato Verratti, e per il dinamismo del tridente leggero, con Insigne falso centravanti tra Chiesa e Bernardeschi, molto mobili ed imprevedibili tra scambi e accentramenti. Però alla lunga si accusa l’assenza di un riferimento centrale e della necessità di giocare sempre palla a terra sullo stretto, così con il passare del tempo l’Ucraina prende le distanze. Difficile giudicare la prova della squadra dopo le tante sostituzioni, ma le ombre non mancano, come la tenuta generale appena i reparti si allungano e pure un po’ di egoismo di troppo in attacco.

Allora il vantaggio azzurro firmato da Bernardeschi, che al 10’ della ripresa calcia e segna con la collaborazione di una papera di Pyatov, è il canto del cigno di un’Italia stanca e punita al primo tentativo ucraino, con Malinovskiy già al 18'. Si finisce sulle gambe e con il serio rischio di subire una sconfitta beffarda, evitata solo dalla traversa dello stesso Malinovskiy su punizione che sorprende Donnarumma.

SPORTAL.IT | 10-10-2018 22:50

L'Italia cresce, ma non sa più vincere Fonte: Getty Images

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