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Addio con rabbia alla Juventus: Claudio Marchisio dice tutto

L'ex centrocampista dei bianconeri è partito per la Russia dove giocherà con lo Zenit, ma torna con parole dure sul distacco dalla squadra in cui ha militato per 25 anni.

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Addio con rabbia alla Juventus: Claudio Marchisio dice tutto Fonte: 123RF

Se partire è sempre un po’ morire, farlo dopo aver sempre vissuto nella propria città e aver visto decollare a casa propria il sogno di una vita, quello di diventare un calciatore professionista, peraltro anche plurivincente, è inevitabilmente ancora più doloroso. La vita di un calciatore però è questa, in particolare ai tempi moderni, così Claudio Marchisio ha ufficialmente voltato pagina. Venti giorni dopo la rescissione del contratto con la Juventus e cinque giorni dopo l’annuncio della firma con lo Zenit, l’ex centrocampista dei bianconeri ha lasciato la sua Torino insieme alla moglie Roberta e ai figli Davide e Leonardo, per salire su un aereo destinazione San Pietroburgo.

Le foto e i commenti social Claudio li ha lasciati alla propria signora, proprio perché i momenti precedenti alla chiusura dello sportellone non possono che essere stati di forte emozione e inevitabile tristezza. Anche alla luce dell’epilogo, sofferto, di interrompere anzitempo un capitolo che, nei sogni del calciatore-tifoso, sarebbe dovuto durare per sempre. Intervistato da ‘Sky Sport’ e ‘SportMediaset’, il centrocapistaha parlato per la prima volta della scelta di lasciare la Juventus, confermando che tutto iniziò con quell’infortunio della primavera 2016, contro il Palermo, dopo il quale non si è più visto il vero Marchisio. Sebbene il diretto interessato tenga a specificare che quel crack al ginocchio è alle spalle da tempo:

“Per me la Juve è sempre stata la mia famiglia. Ho iniziato nel 93 e mi ha dato la possibilità di vivere un sogno vincendo veramente tanto, quindi ho talmente tante emozioni dentro che non posso dimenticarle. Sono stato tanto tanto fortunato, perché oltre ad esaudire il mio sogno di giocare con la maglia della Juventus, ho avuto la possibilità di vincere tanto e di fare tanti record. Quello che ti rimane di emozioni non sono soltanto le vittorie ma sono anche i rapporti umani quello con la città e con i tifosi, non soltanto qua di Torino e dell’Italia, ma anche del mondo”.

“Quelli dopo l’infortunio non sono stati anni facili però è anche il rischio del nostro mestiere. Dispiace solo essere passato a volte per infortunato perchè non lo sono mai stato, ma questo fa parte del nostro lavoro. Quindi spetta soltanto a me iniziare questa nuova avventura e allenarmi come ho sempre fatto e dimostrarlo poi sul campo. Alla città di Torino è un arrivederci, di sicuro, alla Juventus non lo so…”.

Parole chiare e dolorose al tempo stesso, solo in parte stemperate dall’entusiasmo per la nuova avventura, resa possibile dal “gancio” di Javier Ribalta, ex osservatore della Juventus e ora direttore sportivo dello Zenit: Ho avuto la fortuna, in questa trattativa, di conoscere Javier Ribalta che mi ha convinto sin da subito. Voglio conoscere di persona l’allenatore, la squadra e ringraziarli per questa opportunità che mi stanno dando. La società è ben organizzata sin dal primo giorno che mi hanno contattato. Ci sono giocatori che conosco bene come Paredes, quindi entro in gruppo dove sono molto affiatati e hanno grande esperienza. Hanno come obiettivo tornare in Champions e quest’anno di vincere già il campionato quindi questi sono i fattori che mi hanno convinto ad accettare la proposta”.

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