Anche l’ultimo oro maschile si tinge di rossocrociato. E poco importa se non c’era Marco Odermatt al via dello slalom speciale: Franjo von Allmen ha provveduto a non far rimpiangere le mancanze del leader di Coppa del Mondo nelle gare veloci, Loic Meillard ha pensato bene di bissare il titolo mondiale conquistato un anno fa a Saalbach e diventare il nuovo campione olimpico tra i pali stretti. Il tutto in coda a una gara che ha vissuto un momento surreale proprio dopo la discesa di colui che avrebbe potuto consegnare l’ennesima medaglia d’oro alla Norvegia, e che invece s’è ritrovato diretto anziché verso il parterre nei pressi del bosco che costeggiata il tratto conclusivo della Stelvio.
- L'inforcata e la fuga lontano da tutti: la cartolina di McGrath
- Meillard vince "per forza". Kristoffersen bronzo 12 anni dopo
- Alex Disaster: per Vinatzer finisce l'incubo a cinque cerchi
- Saccardi manda segnali: "Ho spinto a tutta, è una base di partenza"
L’inforcata e la fuga lontano da tutti: la cartolina di McGrath
Atle Lie McGrath ha regalato quella che diventerà con ogni probabilità una delle cartoline di questi giochi olimpici. Perché dopo aver inforcato nella parte iniziale della seconda manche, gettando alle ortiche il vantaggio di 59 centesimi accumulato nella prima, non ha saputo più come controllare la rabbia e la delusione. Prima ha spedito in aria i bastoncini, poi s’è tolto gli sci e li ha lasciati a bordo pista, quindi ha oltrepassato le reti che delimitavano il tracciato e s’è diretto verso il bosco, lasciandosi poi cadere nella neve e piangendo per l’occasione mancata.
Aveva praticamente fatto tutto alla perfezione sino a quel momento, ma l’inforcata gli ha completamente annebbiato la mente, convincendolo che la cosa migliore che potesse fare era andarsene da solo in un angolo a disperarsi. Il tutto mentre al parterre Loic Meillard doveva suo malgrado abbozzare un sorriso, che pure è sembrato stentato: ha compreso lo stato d’animo del rivale, e quasi s’è sentito in colpa di dover far festa e celebrare un oro che dopo la manche del mattino non sembrava così semplice da raggiungere.
Meillard vince “per forza”. Kristoffersen bronzo 12 anni dopo
Sul podio, assieme a Meillard, sono saliti Fabio Gstrein ed Henrik Kristoffersen. Due destini diversi: l’austriaco, seppur fosse un nome abbastanza quotato, non veniva dato come una possibile medaglia, ma ha saputo imprimere un bel ritmo nella seconda manche pareggiando anche il miglior tempo della run (naturalmente di Meillard).
L’altro norvegese, quello che sembra non conoscere le leggi della natura, ha strappato un’altra medaglia di bronzo a 12 anni di distanza dalla prima, conquistata a Sochi (in mezzo anche l’argento in gigante a Pyeongchan). Dopo la vittoria di Schladming di fine gennaio, Kristoffersen ha come riacceso l’interruttore: ha portato comunque in dote un’altra medaglia alla Norvegia, anche se per farlo ha dovuto “sacrificare” il buon McGrath, che per la delusione se n’è andato per boschi.
Haugan ha chiuso quarto, Marchant quinto ma a due secondi netti da Meillard. Fuori Rassat, Noel, Pinheiro Braathen, Feller e Hallberg.
Alex Disaster: per Vinatzer finisce l’incubo a cinque cerchi
Fuori c’è finito pure Alex Vinatzer, e sai che novità direbbe qualcuno. Al finanziere altoatesino in queste olimpiadi non è girato niente per il verso giusto: fuori nella combinata a squadre quando partiva in testa nella manche di slalom in virtù del primo posto di Franzoni in discesa, fuori nella seconda manche del gigante, fuori nella prima manche dello slalom.
“Non ho retto la pressione dei giochi olimpici di casa”, ha ammesso sconsolato dopo la gara. “Purtroppo nulla è andato per il verso giusto. Sapevo che avrei dovuto prendermi dei rischi e l’ho fatto, ma non hanno pagato. Oggi non sono stato all’altezza di ciò che so di poter essere e questo fa male.
Sono stati giorni di grande nervosismo, ho sciato con la paura di sbagliare e ho sbagliato. Sono uno dei grandi perdenti di questi giochi, ma ringraziato la federazione, gli sponsor e la mia fidanzata per essermi stati sempre accanto. Sarà anche se non soprattutto per loro se vorrò tornare a essere competitivo”.
Saccardi manda segnali: “Ho spinto a tutta, è una base di partenza”
Fuori Tommaso Sala e Tobias Kastlunger, l’Italia ha portato comunque Tommaso Saccardi in 12esima posizione, suo miglior risultato di sempre: sceso col pettorale numero 37, Saccardi ha chiuso decimo la prima manche e nella seconda ha pagato dazio a un errore nella parte centrale, scivolando indietro di due posizioni e chiudendo a 1”60 dal podio.
“Sono felice perché erano le mie prime olimpiadi e penso di aver gestito bene la tensione. La nevicata della prima manche non ha aiutato noi che partivamo da lontano, ma la pista ha retto e sono contento di come mi sono comportato. Ho spinto a tutta e mi sono preso punti importanti per migliorare il pettorale in Coppa del Mondo. Per me è un bel punto di partenza”. E magari lo sarà anche per l’Italia, che come previsto nelle discipline tecniche maschili è uscita quasi a pezzi.
