Tredici mesi sono un tempo dilatato e insopportabile per chi, come Lucrezia Lorenzi, è stata costretta a sostenere la sospensione di giudizio e di risposte dopo aver appreso, in una giornata che sembrava simile alle altre, della morte di sua sorella Matilde. Un anno ha migliorato la sicurezza come in ogni singolo giorno della vita “dopo”, ma quel che rimane di irrealizzato e da sostenere è ancora molto perché la scomparsa di sua sorella Matilde ha segnato un confine invalicabile per Lucrezia, come per i suoi cari.
Chi è rimasto ha rimesso insieme quel che è giusto perseguire, realizzato per lei. Non è semplice. Nella serata di lunedì 1° dicembre, ecco che compare questo video con un post che illustra, forse prova a spiegare quel che l’ha spinta ad avvertire la necessità di un cambiamento.
- Lucrezia Lorenzi si ritira a 27 anni
- La morte di Matilde
- La montagna, passione e carriera
- La tragedia di Matilde e la nascita della Fondazione
Lucrezia Lorenzi si ritira a 27 anni
Parte dalla constatazione, difficile, che il presente non sia più sovrapponibile a quella serenità del prima che si consumasse la tragedia del lutto, della perdita. Lucrezia Lorenzi ha ponderato, maturato il convincimento che non ci sia altra possibilità.
“Ci sono momenti nella vita in cui senti che un cerchio si chiude. Oggi per me è quel giorno. Dopo anni di neve, sacrifici, gioie e delusioni, è arrivato il momento di salutare la mia carriera come atleta professionista. Non è una decisione facile, perché lo sci è stato casa, scuola, la mia più grande passione. Ma dentro di me so che è il momento giusto. Negli ultimi tempi, sentivo che, anche quel mondo che per anni mi aveva accolta, cominciava a starmi un po’ “stretto”, che non riuscivo più a esprimermi con la libertà di un tempo. È stata un’altra consapevolezza importante, che mi ha aiutata a capire che era arrivato il momento di scoprire nuovi orizzonti”, si legge.
La morte di Matilde
Lucrezia Lorenzi ha 27 anni, passati sugli sci come naturale propagazione di sé; la sua passione per la montagna e lo sport le hanno consentito di aggiungere traguardi inattesi, insperati anche per chi come lei godeva del talento, oltre che dell’amore per una vita a contatto con la natura. La scomparsa, tragica in seguito a un incidente in pista, della sorella minore Matilde l’ha segnata in modo irreversibile. E’ tornata in pista ma non era più lo stesso. D’altronde, come potrebbe essere diverso quando una sorella di 19 anni appena, parte per un ritiro e non torna più a casa?
La montagna, passione e carriera
Nelle ultime stagioni era stata protagonista con buona continuità in Coppa del Mondo, perché amava sciare. A tre settimane circa dalla morte di Mati, quando un incidente assurdo in allenamento ha deciso per lei e sua sorella, era tornata in pista a Levi. Un inverno completato dalla gara pre finali ad Are, e quella dello scorso marzo in Svezia che sarà l’ultimo tassello, quindi, sulla sua carriera da atleta, sportiva.
Lucrezia è stata una buona slalomista. D’altronde lo sci era una questione di famiglia, una passione comune: quinta nello slalom dei campionati del mondo juniores del 2016 a Sochi, Lucrezia ha debuttato in CdM subito dopo il suo unico podio in Coppa Europa, arrivato a fine novembre 2022 (2^ in quel di Mayrhofen).
L’11 dicembre 2022, fu una giornata straordinaria per la slalomista piemontese, visto che nella sua Sestriere, sulla Kandahar G.A. Agnelli, esordirà andando subito a punti, 28esima nel giorno dell’ultimo trionfo di Wendy Holdener come si legge nella sua bio.
Dopo quel giorno, altre venti presenze nel circuito più importante, col miglior piazzamento a Flachau (inizio 2024), ventunesima.
Matilde Lorenzi
La tragedia di Matilde e la nascita della Fondazione
“A voi, che mi avete sostenuta in questo viaggio, va il mio grazie più sincero: agli allenatori che hanno creduto in me, ai compagni che sono diventati famiglia, agli amici e ai tifosi che non mi hanno mai lasciata sola, e soprattutto alla mia famiglia e al mio Tommy, che sono stati il mio punto fermo in ogni salita, in ogni caduta, in ogni gioia. Questo sport mi ha insegnato la resilienza, mi ha temprata, fino a farmi crescere spalle larghe, pronte a portare con fierezza tutto ciò che ho imparato.
Oggi chiudo un capitolo importante, ma non con tristezza. Lo faccio con gratitudine e con la forza di chi sa che ogni fine è un nuovo inizio. Sono pronta ad affrontare ciò che verrà, con la stessa passione, determinazione e fuoco che ho sempre messo in pista”.
Quella caduta fatale in Val Senales che ha deciso la fine, ad appena 19 anni, di sua sorella ha cambiato ogni componente del suo quotidiano, della sua esistenza e anche del suo rapporto con lo sci. La sua famiglia, i suoi genitori hanno cercato risposte. E di provare a porre un argine a questa morte inspiegabile e forse addirittura evitabile. Specialista delle prove veloci, Matilde nel 2021 aveva esordito in coppa Europa, il 26 marzo 2024 si era laureata campionessa italiana assoluta di SuperG. Era una certezza già, oggi la Fondazione che porta il suo nome cerca di dare un senso minimo, parziale, a questa perdita.
“L’anno scorso è stato tanto duro, ma non preoccuparti Princess… la neve resterà per sempre parte di noi🌞 Ci vediamo in pista”, ha scritto Lucrezia sui social.
Si chiude un cerchio. Si chiude quella fotografia, per frame insieme da cui ripartire e sostenere un percorso complicato, verso un miglioramento delle piste, dei contesti di allenamento che è diventato il punto su cui la Fondazione intitolata a Matilde sta lavorando.
