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Luka Doncic vuol fare di Roma una capitale del basket europeo: "Per me è come chiudere un cerchio. Puntiamo a vincere"

Lo sloveno dei Lakers ha annunciato che Roma avrà una squadra in LBA, ma con la testa al progetto NBA Europe. Intanto negli USA stanotte si decide chi sfiderà i Knicks per l'anello tra OKC e San Antonio

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Costretto a guardare gli altri spartirsi anelli e trofei, a Luka Doncic di tempo per provare ad allargare l’orizzonte non sembrerebbe proprio mancare. Tanto che la decisione di entrare come parte attiva nella nuova società di basket che vedrà la luce a Roma è figlia proprio della volontà di voler provare a guardare oltre l’aspetto legato al campo. Con l’intenzione non certo nascosta di voler tentare di rompere l’egemonia tutta italiana targata Olimpia e Virtus, oltre ad aprire un mercato di cui il basket nazionale sente di avere bisogno.

Luka stregato dalla Capitale: “Un luogo magico”

Doncic fa parte della cordata che fa capo a Donnie Nelson, che ha spostato il titolo sportivo della Vanoli Cremona nella capitale, vedendosi però costretto a giocare al PalaTiziano (3.500 posto) anziché al PalaEur, dove Paul Matiasic si è garantito l’esclusiva dell’impianto (ma lui un titolo sportivo da portare a Roma, almeno per ora, ancora non c’è l’ha). Il tutto aspettando che tra due anni sia pronta la copertura integrale del Centrale del Foro Italico, destinato ad ampliare la propria offerta, oggi confinata tra tennis e concerti (e pochissimi altri eventi sportivi).

Doncic ha deciso di scommettere su Roma, ricordando il legame che lo ha portato a considerare la scelta. Roma è un luogo speciale per me. Ho partecipato a un torneo li quando avevo 13 anni (fu MVP del torneo Lido di Roma che si giocò a Ostia, dopo aver segnato 54 punti, 11 rimbalzi e 10 assist nella partita finale, ndr).

È stata una delle prime volte in cui, con la mia squadra dell’Olimpia Lubiana, ho giocato ad alto livello davanti a un pubblico fuori dalla Slovenia. Dopo quell’esperienza, la mia carriera ha iniziato a decollare. Tornare ora, in questo molo, qualcosa che non avrei mai potuto immaginare a quell’età, è come chiudere un cerchio“.

Roma punta a diventare subito una contender (anche in Italia)

La volontà della nuova formazione capitolina è quella di puntare a diventare subito vincente, oltre a partecipare attivamente al progetto NBA Europe che dovrebbe vedere la luce nel 2027. Sempre che si trovi un’intesa con EuroLeague, che al momento resta soltanto sullo sfondo. “Per me, il risultato migliore è che trovino un modo per lavorare insieme”, spiega Doncic. “Ho trascorso anni in Eurolega prima di approdare in Nba: quegli anni hanno plasmato tutto il mio gioco. Quindi spero che la collaborazione vada bene per entrambe le parti”.

Del nuovo progetto legato a Roma dovrebbero far parte anche Rimantas Kaukenas e Valerio Bianchini, come spiegato da Nelson in un’altra intervista. “Ci sono diverse cose che annunceremo a breve, sia riguardo all’area tecnica, sia al roster che stiamo allestendo. Sono convinto che tutto quel che andremo a fare potrà diventare molto coinvolgente per tutta la città di Roma”, conclude Doncic. Al quale magari un giorno verrà voglia di scendere anche sul parquet con la squadra di cui in una certa misura è realmente il proprietario (non da solo, ma il concetto è comunque quello).

NBA, stanotte gara 7 tra Thunder e Spurs: Wemba per la storia

Mentre lo sloveno pensa agli affari romani, in NBA stanotte va in scena quella che molti definiscono una sorta di finale anticipata della stagione. Perché OKC e San Antonio hanno dato vita a una serie bellissima, talmente bella che non avrebbe potuto che finire a gara 7, con i Thunder che avranno dalla loro il fattore campo e gli Spurs che arrivano alla partita decisiva rinfrancati e galvanizzati dal successo ottenuto in gara 6 (vittoria netta come poche altre nella loro run playoff).

Wembanyama sogna di fare uno sgambetto eccellente e detronizzare i campioni in carica: così fosse, l’NBA avrebbe per l’ottava stagione di fila una vincitrice diversa, visto che peraltro gli altri finalisti saranno i New York Knicks, che attendono di vincere da 53 anni (e l’ultima volta che andarono alle Finals, nel 1999, persero proprio contro San Antonio).

OKC si affida al talento di Gilgeous-Alexander, ma senza Ajax Mitchell e con Jalen Williams a sua volta indisponibile sanno di rischiare grosso. Perché San Antonio non è soltanto Wemba (Castle, Vassell e Fox hanno alzato notevolmente il livello) e avrà certamente minore pressione sulle spalle. Palla a due alle 2.30 italiane: mai come stavolta, fare nottata potrebbe rivelarsi una scelta assai ragionevole.

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