La sconfitta contro la Bosnia ai playoff. che ci ha escluso per la terza volta consecutiva dalle fasi finali del Mondiale, brucia ancora. E non potrebbe essere altrimenti. Intere generazioni di bambini, ormai adolescenti, non hanno ancora avuto il piacere di seguire l’Italia nella massima competizione internazionale per Nazionali.
Quelli che hanno goduto della vittoria del quarto Mondiale, nell’ormai lontano 2006, sono adesso diventati persone adulte. Dal 2014 in poi, ultima apparizione in Brasile con Prandelli commissario tecnico, solo delusioni: nel 2018 sotto la guida di Gian Piero Ventura e nel 2022 con Roberto Mancini in panchina, il fallimento è stato enorme.
- Una botta tremenda per il calcio italiano
- Serve una figura di esperienza, il compito non è facile
- Antonio Conte, l'identikit perfetto
Una botta tremenda per il calcio italiano
Adesso, la selezione di Gennaro Gattuso è riuscita a stabilire un record di cui c’è poco da vantarsi: l’Italia è l’unica Nazionale, tra le top, che non ha partecipato al Mondiale per tre volte di fila. E non può essere un caso.
“Non lo era neanche la seconda volta – esordisce, in esclusiva ai microfoni di Virgilio Sport, la leggenda azzurra Dino Zoff, portiere e capitano dell’Italia campione del Mondo nel 1982 – Una possono anche arrivare a capirla, ma questa è stata una botta tremenda per il calcio italiano e per la nostra gloriosa storia. Purtroppo, dobbiamo ricominciare daccapo ancora una volta. Non sarà facile trovare la quadra giusta, ma dobbiamo farlo”.
Serve una figura di esperienza, il compito non è facile
Nei giorni scorsi sono arrivate le dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina, dopo le pressioni anche del Ministro dello Sport Andrea Abodi, e a cascata quelle del capo delegazione Gigi Buffon e del CT Gattuso.
Il 22 giugno verrà eletto l’uomo che guiderà al Federazione Italiana Giuoco Calcio nei prossimi anni, una persona che dovrà guidare necessariamente tutto il movimento verso i livelli che ci competono.
E circolano anche candidature meno politiche rispetto al solito, come quelle di Paolo Maldini e Alessandro Del Piero. Due giocatori che Zoff ha avuto modo di allenare in qualità di commissario tecnico e che hanno fatto parte della sfortunata spedizione all’Europeo 2000 in Belgio e Paesi Bassi, perso in finale al golden goal contro la Francia di David Trezeguet.
“Serve una figura di conduzione, per questa posizione ci vuole un po’ di esperienza, non ci si può improvvisare. Non sono contro nessuno, ci mancherebbe, e da qualche parte si deve pur ricominciare. Però, non è facile guidare questo tipo di istituzione. Eventualmente, dovrebbero essere affiancati da persone che conoscano già come funziona la FIGC”.
Antonio Conte, l’identikit perfetto
Infine, a Zoff abbiamo chiesto un parere sul prossimo commissario tecnico che dovrà cercare di ricostruire la selezione nostrana, attingendo a piene mani anche dalle giovanili che tanto bene stanno facendo in questi anni.
Il nome che circola con più insistenza è quello di Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli (è sotto contratto fino al 2027, ndr) che si è già detto disponibile a ritornare sulla panchina azzurra, dopo il biennio 2014/2016.
“Conte è la persona giusta, l’uomo di punta, secondo il mio parere. Ce ne sono altri, non voglio fare classifiche, però certamente ha esperienza e può dare quello che adesso manca. Serve un CT che riesca a trasferire il meglio dalle nostre Under alla Nazionale maggiore, solo così riusciremo a rilanciare l’Italia”.
