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Malen rimpiange la Roma, con l'Olanda in panchina: retroscena sulla vigilia e il confronto con Koeman

L'attaccante della Roma ha osservato dalla panchina l'eliminazione dell'Olanda ai sedicesimi del Mondiale contro il Marocco: cosa è successo e le critiche a Koeman

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L’eliminazione dell’Olanda ai sedicesimi di finale dei Mondiali continua a far discutere. Gli Oranje sono stati beffati dal Marocco, capace di riequilibrare il risultato nei minuti finali prima di imporsi ai calci di rigore, confermando un tabù che accompagna da anni la nazionale olandese. Ma oltre alla delusione per il risultato, a tenere banco sono soprattutto le scelte del commissario tecnico Koeman.

Tra le decisioni più contestate c’è quella di lasciare in panchina per tutti i 120 minuti Malen. L’attaccante della Roma, protagonista di un eccellente finale di stagione in Serie A dopo il trasferimento nella Capitale a gennaio, non è mai stato chiamato in causa nella sfida decisiva contro il Marocco. E nelle ultime ore è emerso anche un retroscena che potrebbe spiegare l’esclusione.

Il caso Malen: dalla Roma alla panchina con l’Olanda

L’esclusione di Malen rappresenta uno dei temi più caldi del post partita. L’attaccante giallorosso era arrivato al Mondiale forte di un rendimento in costante crescita con la Roma, dove aveva ritrovato continuità e incisività. Per questo motivo, la scelta di Koeman di non concedergli nemmeno uno spezzone nella gara più importante del torneo ha sorpreso tifosi e addetti ai lavori.

A pesare sulle valutazioni del commissario tecnico potrebbe esserci anche quanto accaduto alla vigilia della sfida contro il Marocco. Secondo quanto riportato dal portale olandese Vandaag Inside, durante l’ultimo allenamento a porte aperte ci sarebbe stato un confronto particolarmente acceso tra Malen e Koeman. Un episodio che avrebbe lasciato il giocatore visibilmente contrariato, tanto da isolarsi dal resto del gruppo nel prosieguo della seduta. Il giorno seguente, la decisione dell’allenatore: Malen è rimasto in panchina per tutta la partita.

Koeman nel mirino: critiche per modulo e scelte

L’eliminazione contro il Marocco ai rigori ha acceso il dibattito anche sulle scelte tattiche del commissario tecnico. Dopo aver superato la fase a gironi con il tradizionale 4-3-3, Koeman ha deciso di cambiare assetto contro il Marocco, passando a un più prudente 5-4-1. Una mossa che non ha convinto né gli osservatori né molti ex protagonisti del calcio internazionale.

Tra i più severi c’è stato Zlatan Ibrahimovic, oggi opinionista per Fox Sports: Questa sconfitta è colpa di Koeman. Non ho riconosciuto questa nazionale olandese. Koeman sembrava un allenatore italiano, i Paesi Bassi dovrebbero sempre giocare per vincere. Perdere con la propria identità. Nemmeno i giocatori sembravano a loro agio con tutto questo”. Parole che hanno alimentato ulteriormente le polemiche attorno al commissario tecnico, finito al centro delle critiche dopo un Mondiale ben al di sotto delle aspettative.

La replica del ct e i dubbi sul futuro

Koeman, dal canto suo, ha difeso senza esitazioni le proprie decisioni, respingendo le accuse ricevute dopo l’eliminazione. Tutta l’Olanda ha chiesto di giocare con cinque difensori. E poi giochi con cinque, e ricevi critiche per questo… Non mi importa“. Il commissario tecnico ha poi ribadito la convinzione di aver fatto le scelte migliori per la squadra: “Lo avete visto tutti in televisione, io ero lì e sapevo cosa fosse meglio per la mia squadra; avete il diritto di criticare, ma abbiamo difeso meglio che in altre occasioni. Se ne avessi la possibilità, rifarei le stesse scelte”. Infine, sul proprio futuro alla guida della nazionale, Koeman ha preferito non sbilanciarsi: “Prima devo riflettere, poi prenderò delle decisioni. Ovviamente, non trascurerò di assumermi le mie responsabilità”.

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