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Mancini si è preso l'Italia, così il CT è entrato nel cuore degli azzurri dopo il ko col Belgio: il retroscena

Dalla disfatta col Belgio alla rinascita in Turchia: in tre giorni il tecnico azzurro ha rivoltato in positivo la sua Nazionale. Decisivo un discorso prima di Bursa.

3 min di lettura

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Roberto Mancini si è preso l’Italia. Nel momento più nero, dopo la sconfitta col Belgio, i fischi dell’Olimpicco e i voli minacciosi dei “falchi” che ne chiedevano l’immediata rimozione dopo che non ne avevano condviso la nomina a CT della Nazionale, l’ex fantasista s’è inventato un colpo a effetto dei suoi. Più che la tattica, la tecnica e le scelte di formazione, ha parlato al cuore degli Azzurri. Ne ha tirato fuori il meglio, dopo averli visti impauriti, timorosi, letteralmente bloccati dalla paura di sbagliare nel match d’esordio contro i Diavoli Rossi. E i risultati, nella trionfale trasferta in Turchia, si sono subito visti.

Turchia-Italia, ecco la Nazionale sognata da Mancini

A Bursa, nell’Arena del Coccodrillo che tanto timore avrebbe dovuto incutere a un’Italia a rischio retrocessione in Serie B, s’è rivista quasi la Nazionale capace di arrampicarsi sul tetto d’Europa nel 2021. La Nazionale del Mancio. Una squadra che per mezz’ora abbondante ha palleggiato nascondendo il pallone agli avversari, che ha mosso il pallone rapidamente, con personalità, senza aver paura di forzare la giocata. Le uniche, piccole titubanze sono arrivate nella ripresa quando gli Azzurri si sono illusi di poter gestire l’ampio vantaggio, arretrando forse un po’ troppo il baricentro. Sono stati i momenti che hanno fatto arrabbiare di più il CT.

Dalla disfatta col Belgio alla goleada di Bursa: che è successo

Come ha fatto Mancini a rivoltare la sua Italia in tre giorni? Non può essere stata soltanto una questione di uomini, di cambi nell’undici iniziale, con qualche esclusione eccellente giustificata dal turnover e dai tanti impegni. Il tecnico ha fatto un discorso ai suoi dopo la brutta figura dell’Olimpico. Li ha preparati a dovere per la trasferta turca. E adesso ha già impostato un tipo di lavoro analogo in vista della successiva partita dello Stade de France contro gli scatenati Bleus di Zizou Zidane. Se possibile, uno scoglio decisamente più alto di quello affrontato, tra acque agitate e infestate dai coccodrilli, nell’esotica Bursa.

Il discorso di Mancini ai suoi: “Niente paura, giocate a calcio”

Mancini ha ripetuto lo schema vincente degli Europei. Ha parlato con chiarezza ai suoi, senza tropp giri di parole. Senza urlare, con serenità, ma con fermezza. “Avete paura, non ha alcun senso. Stiamo giocando a calco”, il succo del discorso alla squadra riportato sulla Gazzetta dello Sport. E ancora: la richiesta di giocare con coraggio, anche con un pzzico di sana sfrontatezza, per trasformare i fischi in applausi. Un invito rivolto a “vecchi” e “giovani” e una mossa pscologica: dare fiducia a Kayode, Ruggeri o Sebastiano Esposito, ma anche lanciare in campo Romano nel finale, protagonista di un errore al debutto, sono stati “segnali” inviati all’interno e all’esterno del gruppo. Mancini si è preso l’Italia. Ma il difficile arriva ora.

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