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Mario Cipollini di nuovo ricoverato ad Ancona: "Il mio cuore fa le bizze". Che cos'è e a che serve un defibrillatore

L'ex campione di ciclismo ancora ricoverato ad Ancora per via del cuore e delle complicazioni seguite al primo episodio grave alcuni anni addietroe all'infarto

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Mario Cipollini di nuovo ricoverato ad Ancona: "Il mio cuore fa le bizze". Che cos'è e a che serve un defibrillatore ANSA

Lo stesso ex Campione del Mondo ha valutato e deciso di rompere il silenzio su quanto sta per affrontare e ha deciso di condividere i dettagli relativi alla sua salute in un post, pubblicato su Instagram che lo ritrae in una struttura ospedaliera, seduto sul letto del reparto in attesa di un nuovo, eventuale intervento. Mario Cipollini, 58 anni, ha già vissuto e imparato a convivere con un cuore matto, ma altre complicazioni si sono presentate. E ne ha voluto dar conto al suo pubblico, ai media e ai giornalisti optando per i social in un video.

Mario Cipollini ricoverato per il cuore

Cipollini si trova ad Ancona, nel locale nosocomio e nel reparto specializzato che lo segue per le sue problematiche cardiache e circolatorie da anni, ormai. “Purtroppo ho un po’ di problemi, il mio cuore – spiega – continua a fare un po’ le bizze. L’anno scorso avevo fatto una operazione in cui mi avevano inserito un loop. Qui ho un piccolo registratore con il quale tramite telefono cellulare e un’applicazione qua ad Ancona monitorano tutta la mia situazione cardiaca, di frequenza. Questo registratore ha detto che qualcosa purtroppo non ha funzionato bene in questo periodo, per cui giustamente mi hanno richiamato all’ordine e detto: ‘Mario, dobbiamo purtroppo fare di nuovo lo studio’. Fare lo studio significa che entrano dall’inguine e vanno a cercare con delle sonde di ri-stimolare alcune situazioni per rendersi conto se si scatena qualcosa di dannoso, e devono in qualche modo cercare di intervenire per risolvere il problema”, quello che ha riportato nel contenuto pubblicato che fotografa una storia complessa.

Interventi, controlli, monitoraggi e studi sul cuore di un ciclista che è stato protagonista assoluto e che oggi vive un nuovo capitolo di questo percorso, anche ospedaliero.

L’ipotesi defibrillatore sottocutaneo

L’ipotesi che sarebbe stata avanzata dagli specialisti che hanno in cura Cipollini, ripetutamente sottoposto a interventi mirati, è assai chiara e senza alcuna remora lo stesso ex corridore ne parla.

“Nel mio caso – prosegue – si parla anche ipoteticamente di un defibrillatore sottocutaneo ma spero assolutamente che non sia il mio caso. Sono nelle mani di persone estremamente preparate, di persone di cui ho grandissima fiducia e credo che il centro qua ad Ancona sia all’altezza della situazione”, aggiunge assicurando: “Sono sereno e tranquillo”.

Il defibrillatore, cos’è e a che serve

Il defibrillatore, si legge sul sito dell’AIAC Aritmologia, è un dispositivo impiantato sotto la pelle che rileva e interrompe le aritmie cardiache pericolose attraverso una scarica elettrica, prevenendo la morte cardiaca improvvisa.

Rispetto ai defibrillatori tradizionali, non ha elettrocateteri all’interno del cuore e del circolo sanguigno, il che riduce i rischi di complicanze infettive e meccaniche. È composto da un generatore e un elettrodo, posizionati chirurgicamente sotto la pelle, e monitora costantemente il ritmo cardiaco per intervenire in caso di anomalie.

I precedenti interventi

Per SuperMario si tratterebbe di un’operazione al cuore meno invasiva rispetto alle precedenti, ma pur sempre legata a quanto accaduto in passato all’ex ciclista: Cipollini è stato ricoverato agli Ospedali Riuniti di Ancona per due interventi perché, nell’ultima parte della carriera, il campione aveva avuto episodi di fibrillazione atriale, cioè un ritmo non coordinato della parte alta del cuore, gli atrii. Da allora ha avuto episodi che si sono ripetuti con una certa frequenza. Inoltre è stato colpito anni addietro da una miocardite, tenuta sotto controllo dagli specialisti e dall’equipe che segue il campione ad Ancona.

Allora, alla vigilia dell’ultimo episodio aveva mostrato un lato inedito della sua personalità: “Mi sono scoperto vulnerabile e ho conosciuto la vera sofferenza. Poi, grazie a Dio, quello che ho non è nulla rispetto a quelli che stanno male davvero, che hanno malattie tremende e che magari non lasciano scampo. Ho dovuto comunque cambiare il mio modo di vivere. Poco o tanto, non lo so neanche. Ma mi sono trovato a fare la vita del pensionato. Non ci avevo mai pensato. A gennaio mi è stato concesso di fare qualche sciatina, ma tranquilla, un paio d’orette e a casa al caldo col pigiamino”.

Da allora, Cipollini è seguito dai cardiologi del reparto dedicato di Ancona dove è ricoverato ad oggi in attesa di sapere se verrà impiantato o meno un defibrillatore.

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