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Mastantuono già idolo di Firenze ma per Grosso è un piccolo problema, ecco perché

L'argentino 19enne cambia la Fiorentina: Grosso studia come farlo convivere con Atta, valuta un nuovo modulo per esaltare il talento argentino proveniente dal Real

4 min di lettura

Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sulle interviste ai grandi protagonisti

La fantasia ha un prezzo. E qualche volta anche un problema tattico. Franco Mastantuono è arrivato a Firenze con l’etichetta pesante della nuova stella viola. Il talento 19enne, chiamato ad accendere la Fiorentina del centenario, sarà sia jolly che rebus a centrocampo per Fabio Grosso. Ma insieme all’argentino arriva anche un piccolo rompicapo per il neo tecnico viola: come far convivere Mastantuono e Arthur Atta senza rinunciare alla struttura della squadra?

Mastantuono, il colpo che profuma di futuro

Classe 2007, nato ad Azul, Mastantuono è cresciuto nel settore giovanile del River Plate, il club che lo ha lanciato nel calcio dei grandi. A soli 16 anni ha debuttato in prima squadra, diventando uno dei più giovani esordienti della storia del club. Poi la scalata: i gol, le punizioni, il debutto con l’Argentina e infine il trasferimento al Real Madrid, che nell’estate 2025 lo ha acquistato per un’operazione complessiva da circa 63,2 milioni di euro, tra cifra destinata al River e oneri fiscali.

A Madrid, però, la prima stagione non è andata come sperava. Mastantuono ha trovato poco spazio e il Real ha scelto di mandarlo a giocare con continuità. La Fiorentina lo ha ottenuto in prestito secco fino al 30 giugno 2027, senza diritto di riscatto. L’operazione prevede una partecipazione del club spagnolo allo stipendio: il costo per la Fiorentina è legato soprattutto alla quota di ingaggio, con cifre riportate intorno ai 3,5 milioni netti complessivi.

Mancino, fantasia e quel ‘vizio’ di partire da destra

Mastantuono è uno di quei giocatori che non hanno bisogno di molto spazio per fare la differenza. Mancino naturale, trequartista, esterno destro, ama partire largo per poi accentrarsi e puntare l’area. Ha tecnica nello stretto, dribbling, cambio di passo e soprattutto un piede sinistro capace di produrre assist e conclusioni dalla distanza. È anche uno specialista dei calci piazzati: la punizione contro il Boca Juniors, nel Superclásico, è diventata una delle fotografie della sua esplosione.

È un giocatore verticale, ma non necessariamente un’ala classica. Non ama restare incollato alla linea: preferisce ricevere tra fascia e mezzo spazio, puntare l’uomo, rientrare sul sinistro e scegliere se calciare o servire il compagno. È proprio questa natura ibrida a rendere complicato inserirlo nel 4-3-3 più tradizionale.

Il problema di Grosso: Mastantuono e Atta insieme

Il 4-3-3 studiato dall’allenatore Viola, infatti, rischia di diventare da subito stretto per due giocatori che amano ricevere palla, muoversi tra le linee e avere libertà di inventare. Grosso aveva costruito la Fiorentina con Arthur Atta destinato a giocare da mezzala e con il tridente davanti. L’arrivo di Mastantuono cambia però la geometria del progetto.

Proprio l’ex Udinese è uno dei giocatori che più hanno impressionato nella preparazione: qualità nel palleggio, capacità di inserirsi, fisicità e soprattutto una naturale inclinazione a occupare zone avanzate del campo. Grosso lo ha pensato da mezzala, ma il francese tende inevitabilmente ad avvicinarsi alla trequarti. Mastantuono, invece, ha bisogno di partire da destra e di avere libertà di accentrarsi.

Come giocherà la Viola

La sensazione è che Grosso possa partire da un’idea e arrivare a un’altra. Il 4-3-3 resta una base possibile, soprattutto quando serviranno ampiezza e pressione alta, ma la presenza di Mastantuono invita a liberare un uomo tra le linee.

La soluzione più intrigante è un 4-3-2-1: Fagioli davanti alla difesa, Atta mezzala con licenza di accompagnare l’azione, e davanti la coppia di fantasisti formata da Mastantuono e Gudmundsson alle spalle di Kean (o di Pellegrino). Una squadra più stretta, più tecnica, capace di riempire il centro e di sfruttare la qualità del nuovo argentino negli ultimi trenta metri.

La prima risposta è già arrivata

Grosso, intanto, ha già iniziato a sperimentare. Nel debutto ufficiale contro il Benevento, vinto 4-1 in Coppa Italia, la Fiorentina ha proposto una struttura 4-3-2-1 e Mastantuono è entrato nella ripresa, mostrando immediatamente alcune delle qualità che hanno convinto il Real Madrid a investire su di lui. Anche Atta ha lasciato buone sensazioni, partecipando all’azione del primo gol con un passaggio decisivo.

A Firenze la risposta sembra già scritta. La tentazione Mastantuono è quella di metterlo nelle condizioni di decidere le partite. E se per farlo bisogna sacrificare il 4-3-3, Grosso sembra pronto a farlo. La nuova Fiorentina può nascere proprio da qui.

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