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Mathieu Baumel, la rivincita dopo l'amputazione: conquista la prima tappa della Dakar con De Mevius

Un anno dopo l'amputazione della gamba destra a causa di un incidente, il co-pilota Mathieu Baumel è riuscito non solo a tornare alla Dakar ma pure a vincere la prima tappa

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Il 29 gennaio dello scorso anno Mathieu Baumel fu vittima di un incidente mentre assisteva al Rallye Storico di Monte Carlo, o meglio, mentre era impegnato a soccorrere un concorrente fermatosi a bordo strada. Il 49enne fu investito da un’auto: trasportato all’ospedale di Reims, finì in coma indotto, con i medici che dovettero amputargli la gamba destra. Per il co-pilota che in carriera vinse quattro Dakar al fianco di Nasser Al-Attiyah è iniziato quindi un percorso di riabilitazione. E un anno dopo, proprio alla Dakar, si è preso la sua rivincita vincendo la prima tappa al fianco del suo pilota, Guillaume De Mevius.

Dall’incidente al ritorno alla Dakar (con le dovute modifiche)

“Il mio obiettivo è uno solo: essere pronto per la prossima Dakar”, aveva spiegato dal letto d’ospedale Baumel, in un video registrato con al fianco il suo collega d’abitacolo belga. Così è stato: il francese si è regolarmente iscritto al rally raid in terra saudita per gareggiare come navigatore sulla Mini JCW T1+ del team X-Raid (squadra che schiera anche la nostra Rebecca Busi all’interno della classe Challenger T3).

In corsa con una protesi che non è quella che usa tutti i giorni, per una questione di praticità (l’amputazione ha riguardato la parte inferiore della gamba) e con una serie di modifiche all’abitacolo, come la seduta, e alla tuta grazie al lavoro di Sparco, Baumel ha passato il 2025 a prepararsi dal punto fisico con un team ad hoc, per poi partecipare a settembre al Baja TT Sharish in Portogallo, conquistando con De Mevius la piazza d’onore. A seguire il Jeddah Baja a dicembre, dove l’equipaggio ha concluso all’ottavo posto.

Baumel e De Mevius conquistano la prima tappa davanti a Al-Attiyah

“La mia testa è pronta” aveva spiegato Baumel alla vigilia della Dakar, come riporta Motorsport.com, “anche se la mia gamba sinistra ancora non è completamente stabile. Ma continuo a fare progressi”. Non è facile affrontare una corsa come questa di due settimane, in condizioni probanti anche per gli equipaggi normodotati. Ma intanto dopo il buon risultato del prologo di ieri (terzo posto a 8 secondi dalla vetta), la coppia De Mevius e Baumel ha conquistato la prima tappa, la Yanbu-Yanbu di 305 km cronometrati, nonostante un problema al loro GPS.

E, ironia della sorte, il duo sulla Mini del team X-Raid (vettura non certo nuovissima rispetto alle altre di punta) ha battuto per 40 secondi proprio l’ex pilota a cui Baumel dettava le note e ha condiviso le vittorie della Dakar 2015, 2019, 2022 e 2023, ovvero Al-Attiyah (su Dacia Sandriders). “Vincere oggi non era necessariamente nei miei piani, ma sono contento di iniziare al meglio col prologo e una vittoria di tappa”, ha spiegato a L’Équipe il copilota, che pensa già alla tappa di domani dove saranno chiamati ad aprire la strada: “Sarà più complicato, ma siamo pronti”.

La scelta che ha cambiato la vita di Baumel

Alla vigilia della partenza, sempre Baumel aveva dichiarato a Le Parisien: “Cercheremo di vincere una prova speciale; sarebbe una grande ricompensa per tutto quello che è successo quest’anno”. Il co-pilota ai medici aveva detto che il suo primo obiettivo sarebbe stato quello di tornare alla Dakar. Sembrava una previsione troppo ottimista, considerando lo stato delle sue gambe dopo l’incidente.

Lo stesso Baumel era stato messo di fronte ad una scelta: salvare la gamba, ma affrontare un lungo percorso di anni per provare, senza certezza, a camminare di nuovo, o rinunciare ad una parte di essa. Il francese non ebbe dubbi, e dopo sei mesi di ospedalizzazione e il successivo processo riabilitativo è tornato a vivere la sua vita lontano dall’ospedale. E, ovviamente, rimettersi in gioco alla Dakar.

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