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Tour, Merlier vince allo sprint e Philipsen sprofonda in crisi. Wiggins netto su Vingegaard: "Vuole ancora arrivare secondo?..."

Il secondo arrivo allo sprint vede ancora una volta il favorito di inizio Tour (cioè Philipsen) incassare una netta sconfitta. Vince Merlier, e con merito. Wiggins profetizza il ritiro di Vingegaard

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Aspettavano tutti Jasper Philipsen, e invece è spuntato fuori Tim Merlier. Per carità, non certo l’ultimo del lotto, ma pur sempre qualcuno che non necessariamente avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di primo favorito in una volata di gruppo. E invece a Bordeaux il belga i velocisti se l’è bevuti letteralmente tutti: Stuyven l’ha portato nella posizione ideale per lanciarsi a 70 all’ora e Tim ha ripagato il lavoro dei compagni alzando le braccia al cielo. Mentre Philipsen, già battuto nel primo arrivo allo sprint, ha dovuto ingoiare un altro boccone amaro.

Merlier non sbaglia una volata perfetta dei Soudal

Addirittura l’olandese ha chiuso al quinto posto, piuttosto lontano da quelle che erano le attese della vigilia. Un segnale inequivocabile di un momento di forma non così brillante, tale da metterne a repentaglio l’assalto alla maglia verde, oggi saldamente sulle spalle di Mads Pedersen (e con ampio vantaggio).

Merlier invece ha ribadito di essere un uomo buono per tutte le stagioni: quest’anno s’era imposto in corse minori (la Scheldepris, mini classica del Nord, in tre tappe al Giro d’Ungheria e in una al Giro del Belgio), ma al Tour ha trovato una zampata da fuoriclasse vero, conquistando la quarta vittoria di tappa in carriera alla grand boucle (due lo scorso anno, una nel 2021).

“Abbiamo tirato soltanto noi della Soudal e quelli dell’Alpecin, per cui è giusto che le cose siano andate nella maniera sperata”, ha spiegato il vincitore di tappa dopo l’arrivo. Il tutto in coda a una giornata di quiete assoluta per gli uomini di classifica, che hanno rifiatato dopo i fuochi d’artificio mandati a referto da Pogacar sulle rampe del Tourmalet.

Wiggins prefigura il ritiro di Vingo prima di Parigi

Proprio le vicende di alta classifica sono servite ad animare il dibattito tra gli addetti ai lavori. E un po’ a sorpresa a intervenire in modo anche un po’ fuori dal solito è stato Sir Bradley Wiggins, che ha parlato delle prospettive a tinte assai fosche di Jonas Vingegaard. “Io ho visto un uomo distrutto alla fine della tappa del Tourmalet, ha affermato il vincitore del Tour 2012 alla produzione audio-video “The Move”, allestita da Lance Armstrong.

“Purtroppo per lui, negli ultimi anni gli è capitato tante volte di chiudere al secondo posto. Ma quando accadeva provava sempre a rimanere positivo e dichiarava di voler mantenere la pressione su Pogacar fino a Parigi, ma stavolta mi pare che le cose siano diverse”.

Per Wiggins, l’inferiorità conclamata del danese è tale da far presupporre che non abbia molto senso arrivare fino alla conclusione della corsa. “Per quanti anni puoi continuare a fare questa cosa? Quante altre volte ancora vuoi arrivare secondo? Dopo averlo visto così contrariato e deluso al termine della frazione pirenaica, ho avuto l’impressione che potrebbe non arrivare alla fine di questo Tour. Magari sembrerà un pensiero un po’ forzato, ma questa è la mia opinione”.

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