Fosse nato oggi, si sarebbe potuto pensare a una reincarnazione: vedi Leo Messi e non puoi non pensare a Diego Maradona. Argentini entrambi, la maglia n.10 come seconda pelle, mancini, bassi, fuoriclasse, inarrivabili. Tutti e due hanno giocato col Barcellona e con la nazionale argentina, anche se il resto delle carriere è stato assai diverso. Il paragone tra i due geni di epoche diverse si riaccende dopo le prodezze della Pulce ai Mondiali. Tre gol all’Algeria, due all’Austria proprio nel quarantennale del gol del secolo di Maradona all’Inghilterra all’Azteca, 18 finora nei sei Mondiali cui ha partecipato diventando il miglior marcatore di tutti i tempi nella storia della Coppa del Mondo, staccando Miroslav Klose (16).
- Il paradosso dei Mondiali 2010
- I palmares di Messi e Maradona
- L'emozione e il videogame
- La differenza la fanno anche i compagni
Il paradosso dei Mondiali 2010
Messi ha segnato almeno un gol in almeno 5 edizioni del torneo, come lui soltanto Cristiano Ronaldo. La prima rete di Messi in un mondiale risale addirittura al 2006, quando ad appena 18 anni segnò al debutto contro la Serbia e Montenegro su assist di Tevez. Nel 2014 in Brasile segna 4 gol, mentre nel 2018 in Russia si ferma a una sola rete. Paradossalmente l’unica edizione in cui rimase a secco fu quella del 2010 con Maradona ct. Nel 2022 in Qatar, infine, la Pulce timbra il cartellino per ben 7 volte, tra cui due in finale. Per Messi 122 gol con la maglia dell’Albiceleste in 201 presenze a fronte dei 34 segnati da Maradona in 94 presenze.
I palmares di Messi e Maradona
Il palmares dice Messi, che ha vinto 8 volte il Pallone d’oro (una sola Diego, ad honorem perché ai suoi tempi il trofeo era riservato solo agli Europei). El sueno di Maradona era “jugar el Mundial y salir primero” e ci è riuscito a 25 anni trascinando praticamente da solo l’Argentina al successo nell’86. Prima era stato fatto fuori da Menotti nel ’78 e nell’82 aveva chiuso con un’ingloriosa espulsione col Brasile, dopo avrebbe preso per mano una Nazionale priva di grossi talenti fino alla finale di Italia ’90, persa con la Germania per un rigore di Brehme a 4′ dalla fine e nel ’94 sarebbe stato squalificato per essere risultato positivo all’efedrina dopo aver incantato nelle prime due gare (con il supergol alla Grecia e l’urlo alla Munch in telecamera). Messi il Mondiale l’ha vinto solo a 35 anni dopo tanti bocconi amari ma a livello di club il paragone non esiste.
Serve un libro per elencarne i trofei: sono 35 col Barcellona, 4 Champions, 3 coppe del mondo per club, 3 supercoppe Uefa, dieci volte la Liga, 8 Supercoppe di Spagna, 7 Coppe di Spagna, col Psg due volte la Ligue1, una Supercoppa francese, nella Mls con l’Inter Miami 1 Supporters’ Shield: 1 campionato e 1 League cup. Ma è sufficiente per dire che Messi ha superato Maradona che con i club ha vinto un campionato argentino col Boca Juniors, una coppa di Spagna, una coppa della Liga e una Supercoppa di Spagna col Barca, due scudetti, una coppa Uefa una Supercoppa italiana e una coppa Italia col Napoli?
L’emozione e il videogame
Non conta solo la bacheca, si sa. E’ indubbio che le somiglianze tecniche tra i due fenomeni argentini siano tante: il dribbling fulmineo, l’istinto del gol, la fantasia, la classe. Poi nel giudizio entra in ballo la questione generazionale. Chi ha vissuto appieno gli anni ’80 ed ha seguito passo passo le prodezze del Pibe non si smuoverà mai dall’idea di considerarlo il n.1 di tutti i tempi, superiore anche a Pelè. I più giovani hanno iniziato a delirare con Messi da bambini e oggi che sono grandi continuano a goderselo. Ai tempi di Diego non c’erano le pay-tv, per vedere una sua partita intera bisognava aspettare una partita internazionale (coppe col Napoli e Mondiali o coppa America con l’Argentina). E Maradona ha saputo capitalizzare i riflettori delle tv negli appuntamenti più importanti. In Messico fece cose inumane, Fabio Capello che all’epoca era la seconda voce di Telemontecarlo smise la maschera da commentatore pacato lasciandosi andare a giudizi immortali (“palla a Maradona, subito, non perdiamo tempo, palla a Maradona”).
La mano de Dios fece posto al gol più bello di tutti i tempi. Ai Mondiali italiani le telecamere immortalarono le sue lacrime e il suo sfogo (“hijos de puta”) ai fischi dell’Olimpico all’inno argentino nella finale, a Usa ’94 divenne icona immortale per l’urlo rabbioso dopo la rete alla Grecia. Ma quanti davvero hanno visto tutte le partite del suo Napoli e cosa era capace di fare?
Maradona era emozione umana, Messi sembra la perfezione di un videogame. L’inconcinnitas – dal latino in- negativo e concinnitas, “armonia” indica la rottura intenzionale della simmetria e dell’equilibrio stilistico. Rifiutando la linearità, crea un effetto espressivo basato su asimmetria, disarmonia e varietà – di Diego era una sfida alle leggi della fisica, la pulizia di Messi è una pennellata di Giotto. Così uguali eppure diversi. Messi ha fatto di più, ha vinto di più, ha la faccia pulita ed un passato immacolato, Maradona è il genio ribelle, lo scugnizzo che quando può sa anche rubacchiare e nella sua vita extracalcistica ha tristemente riempito le cronache. Ha rischiato la morte decine di volte, l’ha trovata quando ormai si pensava che avesse fatto un patto di sangue con “el barba”, quel Dio che ha sempre ringraziato e che ha provato a imitare come calciatore.
La differenza la fanno anche i compagni
Messi ha vinto tutto ma ha giocato solo con i fenomeni, al Barcellona come al Psg o in Nazionale. Non si è mai messo alla prova in un campionato diverso e competitivo con una squadra “umana”, Maradona ha sudato ogni goccia per alzare i suoi trofei e non aveva Xavi, Iniesta o Di Maria al suo fianco. Il suo primo scudetto azzurro nell’87 l’ha vinto con un portiere anomalo come Garella, con giocatori come Ferrario, Renica, Caffarelli e Volpecina. Certo c’erano Bagni e Giordano ma quel Napoli non era un top-team. E ancor meno lo era l’Argentina prima nell’86 e seconda nel ’90. Cosa sarebbero stati senza Diego i vari Pumpido, Brown, Cuciuffo, Ruggeri, Giusti, Sergio Batista, Héctor Enrique, Olarticoechea? Fatto sta che il dibattito torna a galla ad ogni impresa di Messi e quelle che sta realizzando in questo Mondiale sono quelle che più ricordano il vero Diego. E l’avventura è appena iniziata. E voi da che parte state?
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