Che sia un torneo storicamente zeppo di sorprese non è certo una novità, quest’anno però Miami si sta forse superando. Tra le eliminazioni eccellenti nei primi turni del Masters 1000 della Florida spicca quella di uno dei protagonisti più attesi, Ben Shelton, battuto da Alexander Shevchenko in tre set dopo una battaglia durata due ore e 22 minuti. Scampato pericolo, invece, per Daniil Medvedev. Il russo, reduce dalla finale di Indian Wells contro Jannik Sinner, ha faticato parecchio per avere ragione di Rei Sakamoto, numero 164 della classifica ATP, battuto soltanto al terzo set in rimonta.
- Shelton, che succede? Il "Bulletto" non vince più
- Medvedev, scampato pericolo: rimonta su Sakamoto
- L'attacco dello Zar ai campi di Miami: "Sembrano lenti"
Shelton, che succede? Il “Bulletto” non vince più
Ci si attendeva molto di più da Ben Shelton nei due Masters 1000 “di casa”, invece, tra Indian Wells e Miami il giovane ed esuberante campione made in USA ha vinto appena una partita. La sua avventura in Florida si è chiusa subito al cospetto del kazako Shevchenko, che è riuscito a rimanere in partita dopo il primo set perso 7-3 al tie-break, ha vinto il secondo con lo stesso punteggio ma al contrario e ha approfittato, a questo punto, del crollo emotivo dell’americano per chiudere sul 6-3 al terzo. A proposito: che fine ha fatto il “Bulletto”? Da qualche tempo non solo Shelton non vince più, ma fa anche meno proclami. Che gli sta succedendo?
Medvedev, scampato pericolo: rimonta su Sakamoto
Chi è riuscito a tirarsi fuori da una situazione complicata è Daniil Medvedev. Lo Zar se l’è vista brutta contro il giapponese Sakamoto, che era reduce dalla prima vittoria ufficiale nel turno precedente a spese di Kovacevic. Nervosissimo il russo dopo aver perso il primo set al tie-break. Poi però ha ritrovato calma e freddezza, ha ripreso a giocare con ordine e ha completato la rimonta in modo anche piuttosto disinvolto. Dopo aver pareggiato i conti sul 6-3, ha chiuso la pratica sul 6-1. Nel prossimo turno se la vedrà con Francisco Cerundolo, l’argentino che più di tutti i suoi connazionali sa essere pericoloso su superfici veloci.
L’attacco dello Zar ai campi di Miami: “Sembrano lenti”
A proposito della superficie, a fine partita Medvedev se l’è presa coi campi di Miami, che considera più lenti. “Venendo da un’aria secca e veloce come quella di Indian Wells, qui gli scambi sembrano più lunghi”, ha detto. “Il servizio funzionava per entrambi, ma nel primo set non trovavo ritmo. Anche quando riuscivo a metterlo in difficoltà con uno o due colpi, non riuscivo a finire lo scambio. Lui rientrava sempre e riusciva a girare il punto”. Poi però le cose si sono rimesse a posto: “Verso la fine del secondo set ho trovato più energia nei miei colpi, riuscivo a metterlo più sotto pressione, a stancarlo. Questo mi ha dato fiducia”. Ci sono novità, intanto, anche sul fronte Sinner.
