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Michael Schumacher, 57 anni e gli auguri Ferrari: "Nacque una leggenda", l'eredità pesante e la forza di Corinna

Michael Schumacher compie 57 anni nel silenzio più assoluto sulle sue condizioni di salute, gli auguri della Ferrari e la pesante eredità di Schumi a Maranello

Ultimo aggiornamento:

Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Lui è il Kaiser, il campionissimo che ha dominato per oltre una decade sui circuiti di tutto il mondo per la stragrande maggioranza degli anni di rosso vestito. A lui il tributo non è dovuto, è un piacere. Per ricordare ancora una volta Michael Schumacher. Nel giorno del suo compleanno. Il 57°. Un triste anniversario oramai perchè accomunato quasi indissolubilmente a quello appena celebrato del 29 dicembre scorso a 12 anni dal maledetto incidente di Meribel del 2013 che ha tolto per sempre dalla vita pubblica quello che per molti è il più grande campione della F1 moderna.

Auguri Michael Schumacher: un campione inarrivabile

Sono 57! Buon compleanno a Michael Schumacher, una delle più grandi leggende della storia del motorsport. Era il 3 gennaio 1969 Rolf Schumacher e sua moglie Elizabeth hanno il loro primogenito che chiamano Michael. Il piccolo Schumi si diverte a girare per la pista di kart di Kerpen dove papà Rolf lavora. Da lì nasce una passione irrefrenabile così come la conoscenza quasi maniacale per tutto ciò che riguarda le corse.

Da lì in poi sarà un’escalation senza fine verso l’eccellenza. Gli anni nelle serie minori, l’ingresso nella Mercedes, l’esordio in F1 da subito fenomanale con la Jordan a Spa nel ’91. Il Il “ratto” da parte di Briatore che lo porta subito in Benetton, le prime vittorie, i primi due titoli e poi l’avventura in Ferrari costellata di qualche delusione iniziale ma poi diventata magica a suon di vittorie, di titoli, ben 5, e di un dominio accecante.

I sette campionati mondiali di Formula 1 di Michael rimangono una testimonianza della sua abilità, resilienza e dominio senza pari in pista. Oltre ai titoli, le sue innumerevoli vittorie in gara e le sue prestazioni da record continuano a ispirare generazioni di tifosi e piloti.

  • 7 titoli mondiali
  • 307 GP corsi
  • 91 vittorie
  • 68 pole positions
  • 155 podi
  • 77 giri veloci
  • 22 hat tricks
  • 5111 giri in testa
  • 1566 punti

Compleanno Schumacher, gli auguri della Ferrari

“Il giorno in cui nacque una leggenda” seguito da due mani che si stringono. Semplici ma non per questo meno carichi di significato gli auguri che la Ferrari ha voluto fare attraverso i suoi account ufficiali a Schumacher nel giorno del suoi 57° compleanno.

Come sta oggi Michael Schumacher: nessuno lo sa

Inutile girarci intorno. Su Schumacher non si sa nulla da diversi anni. Se nei giorni immediatamente successivi all’incidente di Meribel c’erano diverse comunicazioni, ufficiali e non con tante fughe di notizie, col passare del tempo la scelta di mantenere il silenzio da parte della famiglia, Corinna e i figli Gina Maria e Mick, ha di fatto “oscurato” qualsiasi aggiornamento sulle condizioni di Schumi.

La famiglia ha sempre diluito le proprie uscite pubbliche e fornito aggiornamenti molto ridotti, quasi solo attraverso qualche comunicato che tuttavia si è fatto via via più raro per poi diventare “silenzio”. Su Michael ci sono solo non notizie, a volte fake news, pareri più disparati di medici o finti tali. Le poche parole quasi sempre le stesse affidate ad amici, vedi Jean Todt (tra il ristretto numero di persone ad aver accesso a casa Schumi) ed ex colleghi del mondo della F1 che raccontano aneddoti sul passato in pista e fuori di Michael, o ancora conoscenti o sedicenti tali, in cerca di visibilità.

ANSA

Sul suo stato di salute regna come sempre il massimo riserbo: quel che si sa per certo è che Schumi respira autonomamente, che i fisioterapisti lavorano per fargli mantenere un tono muscolare sufficiente, ma anche che è immobile e che non parla. Su quelle che sono o potrebbero essere le sue risposte agli stimoli si sa poco o nulla.

Michael Schumacher, l’impero gestito da Corinna donna di ferro

Corinna ha venduto nel tempo i beni di famiglia superflui, come l’aereo, le ville sulle Alpi francesi e in Norvegia, investendo tutto nella residenza di Gland, in Svizzera, dove è stata allestita la clinica privata che ancora oggi lo assiste giorno e notte. Lo spirito battagliero di Corinna Betsch in tutti questi anni non si è mai abbattuto, almeno pubblicamente, sempre sorridente, una donna forte dinanzi alla difficoltà di essere rimasta sola.

Imago

La pesante eredità di Schumacher: Hamilton poi Verstappen

Difficile parlare di F1 davanti a un dramma così grande paragonabile alla morte di Ayrton Senna il 1° maggio del 1994. Soprattutto agli occhi di chi, tifosi e appassionati ma anche gli stessi addetti ai lavori, vive Schumacher necessariamente dal di fuori proprio nel rispetto del volere della famiglia di stretto riserbo.

Eppure il mondo delle corse, della F1 in particolare è andato avanti come è giusto che fosse. Due nomi su tutti per il dopo Schumacher. Se dopo il 7° titolo di Schumi, il 5° con la Ferrari, dopo aver battuto il record dei 5 titoli di Fangio, sembrava che nessuno avrebbe potuto batterlo nel giro di poco tempo, di lì a poco c’è stato Lewis Hamilton, uno che con Schumacher ci ha corso, ne ha preso anche il posto in Mercedes dopo il secondo ritiro e per ora non è riuscito a rinverdirne nemmeno minimamente i fasti in Ferrari.

L’inglese ne ha infilati 7 di titoli di Mondiali, proprio come Schumacher, arrivando ad un solo giro dall’ottavo iride in quella rocambolesca gara di Abu Dhabi in cui Max Verstappen ha evitato che Schumacher venisse superato. E al tempo stesso si è candidato a batterlo col pallottoliere degli allori già a quota 3 e che promette di aumentare in parallelo col dominio Red Bull.

In tanti ci hanno provato, nessuno ci è riuscito. Nonostante i nomi buoni, il curriculum, la verve, l’amore per Maranello. Ci è riuscito solo in minima parte Kimi Raikkonen che un mondiale l’ha vinto proprio nel nome di Schumacher l’anno dopo il primo ritiro del Kaiser, arrivato al posto del tedesco e subito vincente ma senza riuscire a concedere il bis. Non Felipe Massa che per anni di Schumacher è stato scudiero.

Massa con Todt e Schumacher ANSA

Non Fernando Alonso e non Sebastian Vettel che sono arrivati col pedigree giusto, che il sogno del titolo in rosso l’hanno accarezzato un paio di volte ma l’hanno visto svanire e han dovuto fare marcia indietro cercando fortuna altrove. Non Carlos Sainz che ha salutato Maranello pochi giorni fa dopo 4 anni e non ancora Charles Leclerc, il talento più cristallino e più vicino per velocità pura a Schumacher e come Schumi all’epoca costretto a inseguire chi va più forte sperando che il cavallino prima o poi metta le ali.

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