Anni e anni a criticarlo, a contestarne schemi, idee e soprattutto filosofia calcistica poi ecco che, quasi all’improvviso, Adani a inizio stagione ha iniziato a rivalutare Allegri. Sia sulla Rai che su twitch a Viva el Futbol, l’ex difensore ha dato un’inattesa apertura di credito al tecnico livornese, rivedendo tutte le sue teorie e sostenendo che il “nuovo” Allegri avebbe fatto bene al Milan. Una “conversione” durata diversi mesi ma che è già finita.
Le dispute con Cassano
Quante volte quest’anno Adani è andato in conflitto con l’amico Cassano nel parlare del Milan e di Allegri: ripudiata la bocciatura di cui era stato l’indiscusso capostipite anche ai tempi dei successi alla Juve, Adani aveva elogiato il tecnico rossonero, assicurando che fosse cambiato, più moderno. I risultati, tra l’altro, sembravano dargli ragione ma ora, dopo il crollo verticale del Diavolo, ecco il dietrofront.
Adani, su Allegri ritorno al passato
Alla Nuova Ds Adani in diretta tv ammette di aver preso un abbaglio: “Sento dire sempre che ci vogliono i grandi calciatori. No! Troppo facile! Ci vuole la somma dei grandi giocatori e le idee! Se no il Como non sarebbe a lottare per la Champions! Il Milan ha perso tantissimi punti contro squadre che non hanno calciatori più forti di quelli del Milan. Devo ammettere di essermi sbagliato sul Milan. Credevo in questo progetto, credevo in un nuovo modo di esprimersi di Allegri dopo un anno fermo e dopo insuccessi negli ultimi anni, diversi anni.
Credevo in una ripartenza nuova e ho visto anche partite ottime del Milan onestamente, penso a quelle a Udine o a Bologna. Ho visto anche vittorie ottenute alla Allegri, ma ho visto continuità e sicuramente ho visto una compattezza di squadra.. Poi i bilanci quando vai verso la fine risultano più chiari. E devo ammettere che ci sono tanti punti che mi dovevano fare vedere qualcosa di diverso”.
Milan, non è questione di modulo
Per l’opinionista Rai non c’entra il 4-3-3 visto con l’Udinese (“quando il Milan ha subito le ultime sconfitte col 3-5-2. in casa della Lazio ha cambiato 3 o 4 moduli in corso di partita, eppure ha tirato mezza volta in porta, ieri con l’Udinese l’unico tiro del Milan è stato di Saelemaekers”). Il problema è nell’attacco e nella mentalità: “A Napoli, il Milan si è consegnato totalmente all’avversario. Sembra che a volte il Milan non abbia connessione tra fase offensiva e difensiva, che non abbia compattezza. Dopo 8 o 9 mesi di lavoro è strano, il Milan attacca male e difende anche peggio. Mi dispiace, dopo aver avuto previsioni volte al bene, al giusto”.
Infine la bocciatura: “Il Milan è uscito dalla Supercoppa italiana e non l’ha vinta, è uscito agli ottavi di Coppa Italia ed è uscito totalmente dallo scudetto, che senza le coppe europee doveva essere un obiettivo, nello spirito.Non parlo di allenatori, parlo del lavoro. Ci vuole la somma di grandi giocatori e di idee. Il lavoro – che io pensavo buono e in cui nutrivo fiducia – risulta invece molto incerto. E ci sarà molto da intervenire, perché questo non basta neanche per ripartire”.
