Un girone di ritorno da incubo con una striscia recente da zona retrocessione, la Champions che d’improvviso diventa a rischio, le voci destabilizzanti sul possibile arrivo della coppia D’Amico-Tare, la contestazione a Cardinale e Furlani: è una polveriera il Milan in questi giorni quando servirebbero invece nervi saldissimi per battere l’Atalanta e blindare il terzo posto. Allegri ha le spalle larghe, di situazioni delicate ne ha vissute tante ma è chiamato a spiegare i perchè di questo crollo verticale.
- Allegri spiega il crollo col Sassuolo
- Il destino è ancora nelle mani del Milan
- I rapporti con la società
Allegri spiega il crollo col Sassuolo
Allegri si presenta sorridendo, come a voler sciogliere la tensione, ma ammette che quello di domani è uno scontro decisivo. Cosa mai detta prima dal tecnico livornese che prova a spiegare il calo di questi due mesi: “La condizione atletica conta meno dell’aspetto mentale, della convinzione, dell’entusiasmo: ci vuole coraggio per giocare queste ultimi 3 gare, non dobbiamo sprecare energie cercando spiegazioni sul calo ma pensare solo alla partita. L’Atalanta non è mica scarica come dite. Col Sassuolo domenica scorsa è stata una gara strana, siamo rimasti presto in 10, dovevamo evitare di prendere il secondo gol a inizio ripresa ma il calcio ti dà sempre la possibilità di rifarti”.
Il destino è ancora nelle mani del Milan
Non sono preoccupato, bisogna vedere le cose in maniera positiva, abbiamo ancora il destino nelle nostre mani e in 90′ può e deve cambiare tutto“. Resta il problema del gol: “Non possiamo cambiare quello che è stato fatto in questi 10 mesi ma ora inizia un miniciclo di tre partite, io ho bisogno di tutti come è sempre stato, dobbiamo invertire noi la tendenza. Se gioca Gimenez? Ricordate sempre che anche i cambi nella mezzora finale sono decisivi, l’attacco col tridente è possibile. Abbiamo la responsabilità di riportare il Milan in Champions, tutti dobbiamo avere questa voglia e questa ambizione”.
I rapporti con la società
Domani ci sarà una contestazione allo stadio dopo la petizione via web contro Furlani: “Con la società e a livello dirigenziale, indipendentemente dai confronti dove ognuno dice la sua, dove ognuno dice giustamente la sua e non tutti possiamo essere d’accordo, tutti abbiamo l’obiettivo di arrivare in Champions: ai tifosi chiedo di darci una mano per questo obiettivo che, come dicevo in tempi non sospetti, non è mai stato facile. Se arriveremo sesti vuol dire che avremo meritato il sesto posto ma tutti dobbiamo lavorare per il club, gli obiettivi personali vanno messi da parte”.
Ultimo pensiero sulla panchina della Nazionale, Conte disse: “Fossi nella Figc mi chiamerei“, Allegri viene chiamato in causa e chiarisce: “E’ un problema che non mi sono posto, la cosa più importante per me è il Milan e lo sarà in queste tre partite e nel prossimo anno. Ad altro non ho assolutamente pensato”.
