Tre partite, sette punti, un record sfuggito di pochissimo solo al 92′ contro la Juventus e una squadra che comincia a prendere la forma che Ruben Amorim ha in testa. Il Milan arriva all’Olimpico con il morale alto, ma anche con qualche interrogativo da sciogliere: contro la Lazio il tecnico portoghese potrebbe cambiare qualcosa nell’undici titolare, soprattutto sulla trequarti con Pulisic e negli uomini offensivi. Cissé scalpita, Chukwueze è pronto a ritrovare spazio, mentre resta da capire quale sarà la gestione di Rabiot. Le probabili formazioni e le parole del tecnico rossonero in conferenza stampa di vigilia di Lazio-Milan.
- La crescita del nuovo Milan
- All'Olimpico per un altro esame
- Il tema Goncalo Ramos
- Quando torna Pulisic
- Cisse è pronto per la Nazionale
- La nuova posizione di Rabiot
- Il paragone con Fabregas
La crescita del nuovo Milan
La sfida contro la Lazio arriva dunque in un momento interessante del progetto rossonero. Dopo le prime due vittorie, il Milan ha raccolto un solo punto sul campo della Juventus nell’ultimo turno: un percorso ancora breve, ma sufficiente per raccontare una squadra già più solida e competitiva rispetto alle aspettative. Amorim sta cercando un equilibrio tra le sue idee e le caratteristiche della rosa, alternando uomini e soluzioni senza rinunciare alla ricerca di un’identità precisa.
Spiega il tecnico cosa non sia andato contro la Juventus: “Ne abbiamo parlato e abbiamo lavorato su tante cose che abbiamo fatto male nell’ultima partita. Ci è mancata energia. Abbiamo controllato bene la palla nel primo tempo ma ci è mancata aggressività nell’ultimo terzo di campo per portare abbastanza persone in area di rigore. Ho mostrato ai ragazzi che le occasioni per la Juventus sono nate da nostre palle perse senza pressione, da passaggi sbagliati e pigri. Sono situazioni che possono fare la differenza”.
All’Olimpico per un altro esame
Ora arriva però una trasferta che pesa. La Lazio di Gattuso è partita a punteggio pieno e rappresenta il primo vero banco di prova lontano da San Siro per il Milan di Amorim. L’Olimpico, inoltre, è uno stadio nel quale i rossoneri vogliono invertire una tendenza recente poco favorevole. La vigilia porta quindi con sé una domanda precisa: quanto è già diventato “suo” questo Milan e quanto, invece, c’è ancora da costruire?
Spiega quindi Amorim cosa dovrà fare il Milan nella gara all’Olimpico: “La prima cosa su domani è che la Lazio è una squadra che ha tanta velocità, ha grande identità. Frattesi è stato un gran colpo, gli dà grande aggressività davanti. Ci sono due ali che sono brave col pallone. Hanno un nuovo attaccante. Una squadra che sta bene dopo le tre vittorie. Hanno perso in Coppa Italia e poi hanno iniziato la Serie A in questo modo, il calcio è strano, buffo. Gattuso è una leggenda del Milan: il talento non è tutto. La passione che aveva è un qualcosa che dobbiamo ritrovare nel nostro club. È mancata negli ultimi anni, va messa in campo. Con la passione e l’impegno si possono superare diversi problemi”.
Il tema Goncalo Ramos
Ramos contro la Juventus ha toccato pochi palloni ma non è stato determinante, anche in Portogallo è già un caso. Spiega Amorim: “Non bisogna puntare ad un unico calciatore: non abbiamo giocato bene contro squadra. Se perdiamo palla senza pressione abbiamo diversi problemi… Quando Ramos ha avuto palla, l’intesa con i compagni non è stata delle migliori e lui lo sa. Dobbiamo migliorare in quanto squadra: contro il Torino e il Venezia ha fatto molto bene. In quelle partite abbiamo mostrato che sappiamo come innescarlo e contro la Juventus non ha fatto la stessa prestazione. Ramos è un giocatore che può rendere molto bene”.
Chiude il tecnico rossonero che non svela la probabile formazione ma fornisce comunque indizi interessanti: “Non dirò chi giocherà. Pulisic si sta allenando bene, Cisse sta facendo bene, anche Saelemaekers. Hutchinson sta migliorando la condizione atletica, c’è Loftus-Cheek... Se vedete nelle ultime partite chi è entrato dalla panchina ha cambiato la partita, è una cosa importante. Non dirò chi gioca ma ho la sensazione che in campo ci sarà una squadra forte”.
Quando torna Pulisic
“Pulisic ha il muso ma a me piace questo atteggiamento”. Esordisce così il tecnico rossonero quando gli viene domandato del trequartista americano: “Pulisic lo vedrete fin da questo week-end, non dico se giocherà titolare o meno. Se ora sta così è perché è rammaricato sul rendimento da inizio stagione. È arrabbiato perché ha zero minuti finora. Non dimenticate che ha avuto un infortunio in estate e poi nel primo allenamento ha avuto una botta e si è fermato. Ma non toglierò chi sta facendo bene solo per mettere un ‘nome’.”
Conclude infine Amorim: “Questo è il mio modo di gestire il gruppo e morirò con questi principi. Pulisic è molto importante per me. Dopo la sosta per le nazionali ci sono 8 settimane con tre partite a settimane: tutti saranno stanchi per quanto si giocherà. Pulisic è importante e giocherà tante partite. Ma bisogna capire il contesto e la mia storia per capire perché faccio certe scelte. Ma vedrete Pulisic fin da questo weekend”.
Cisse è pronto per la Nazionale
Altra curiosità della conferenza stampa è il tema Cissè-nazionale italiana. Spiega Amorim che manda un chiaro messaggio al CT Mancini: “Cisse se giocasse in Nazionale sarebbe libero, è pronto. Ma secondo tempo ci vuole più tempo per favorire la sua crescita: io ho già notato una differenza tra le partite in casa e quelle fuori casa. Giocare a San Siro è tosta, dategli tempo. Ma se lo mettete in Nazionale non sarà timido, giocherà. Ma dategli tempo per diventare il giocatore che può diventare”.
La nuova posizione di Rabiot
Su Rabiot in una possibile nuova collocazione in campo spiega poi Amorim: “Rabiot può giocare nella stessa posizione, anche Jashari. Musah può inserirsi da dietro, anche Rabiot. Jashari è un po’ diverso ma può giocare da 8. Comotto è molto giovane e si sta allenando in questa posizione e sta migliorando in ogni allenamento.”
Amorim conclude e spiega dal punto di vista tattico le caratteristiche dei suoi centrocampisti: “Da numero 8 possono giocare Musah, Rabiot, Jashari, Comotto e anche Loftus-Cheek, con caratteristiche diverse. Rabiot può essere usato anche per marcare negli ultimi 30 metri di campo”.
Il paragone con Fabregas
Infine una risposta a chi chiede se Amorim può far giocare il Milan come il Como di Fabregas: “Penso che siamo allenatori diversi con un passato diverso e in club diversi. Cardinale non mi ha mai detto che quella dovesse essere l’ispirazione. Io ho un mio stile di gioco molto chiaro e ci vorrà tempo. Se si vuole giocare come il Como allora bisogna comprare l’allenatore del Como. Io sono diverso, la mia identità è diversa. Allenare il Milan è difficile, anche allenare il Como. Ma non sono concentrato su quello che sta facendo Fabregas: il mio focus è solo su come vincere al Milan e su come giocare secondo le mie idee. Mi piace “rubare” tante cosa da ogni allenatore, ma non copio niente da nessuno. Potete dirmi tutto, ma non di aver copiato qualcosa: ho il mio modo di giocare. Capisco che vi piaccia molto il Como ma io ho la mia identità“.
