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Milan Made in Furlani – Bilanci sempre a posto ma rossoneri a picco nella mediocrità

Il dictat di RedBird è chiaro: il bilancio viene prima di tutto; ma non si può sempre sacrificare i top player sull'altare della sostenibilità finanziaria

Pubblicato:

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, soprattutto calcio, basket e motociclismo, divoro film come fossero noccioline. Ho una assolutamente sana ossessione per le pellicole di Quentin Tarantino. Nel tempo libero mi fingo musicista.

Sono passati 4 anni da quando Giorgio Furlani ha lasciato il fondo Elliott per assumere, a dicembre 2022, il ruolo di AD del Milan al posto di Ivan Gazidis. Un avvicendamento a cui ha fatto seguito il passaggio dei rossoneri al fondo statunitense RedBird di Gerry Cardinale. I tifosi speravano che ciò avrebbe portato maggiore liquidità sul mercato, e invece…

Il mandato di Cardinale a Furlani era chiaro sin da subito: il bilancio viene prima di tutto. La società deve essere in grado di autofinanziarsi e i conti devono tassativamente essere sempre in ordine. Per farlo, l’unica arma era in player trading. Ma a forza di vendere campioni, il tasso tecnico del Milan è crollato negli ultimi anni.

Nel video, dopo una breve pubblicità, trovate tutta la nostra analisi della gestione di Giorgio Furlani al Milan.

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