Nella Svizzera che a Vancouver contro la Colombia proverà a scrivere un’ulteriore pagina nella propria storia calcistica, c’è chi sogna a occhi aperti come Manzambi e Vargas e chi aspetta che scocchi la sua ora come Jashari. Il play del Milan sperava nella vetrina mondiale per riprendersi tutto quello che una stagione-no in rossonero gli aveva tolto ma finora è rimasto quasi sempre a guardare.
Solo una comparsa finora Jashari
Jashari ha visto il campo solo per pochi minuti contro il Qatar ma sente che sta per arrivare anche il suo momento. Dopo il successo con l’Algeria, che ha interrotto un digiuno di 88 anni per quel che riguarda le vittorie nelle sfide a eliminazione diretta, adesso tocca alla Colombia, per raggiungere i quarti di finale per la prima volta dal 1954. Un avversario tosto, soprattutto a livello fisico: “È una squadra aggressiva, che gioca con grande intensità e dinamismo – ha confermato Ardon Jashari – Sarà di sicuro la partita più difficile del torneo, dovremo essere pronti a combattere in ogni duello. Sappiamo che il loro gioco si basa tanto sulle emozioni, ma a questo punto della competizione non credo ci sia una favorita. Noi abbiamo un gruppo di giocatori esperti che sanno come affrontare queste partite, abbiamo tutto per poter passare il turno”.
Obiettivo convincere Amorim
Per giocare Jashari sarebbe disposto a tutto, anche a cambiare ruolo: “Un po’ di delusione per aver giocato poco c’è, è normale ma so che qui non è importante il singolo ma la squadra. A centrocampo i ruoli sono assegnati, ma se dovesse essere necessario ricoprire un altro ruolo sono pronto a fare del mio meglio”. Due obiettivi in canna: aiutare la Svizzera e convincere Amorim.
Con il probabile addio di Modric si aprono nuove prospettive per lui. L’anno scorso Jashari non ha brillato per una serie di motivi: il nuovo ambiente, la giovane età, soprattutto l’infortunio di inizio stagione che ne ha compromesso i primi mesi rossoneri. Resta però un centrocampista di grande prospettiva e un talento che il neo-tecnico portoghese, abituato a lanciare i giovani, intende valorizzare.
Il Milan infatti crede in lui e non prenderà in considerazione nessuna proposta per eventuali cessioni: la società lo ha ribadito nell’incontro avvenuto in sede tra la dirigenza rossonera e i rappresentanti del centrocampista svizzero.
