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Milan, se va via Allegri c'è il piano-B: il ds D'Amico porterebbe il suo pupillo, le mosse sul mercato

Pronta una rivoluzione in casa rossonera, crescono le chanches di Italiano che piace per il suo gioco offensivo: Allegri spinto verso la Nazionale

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

Il Milan vive sospeso tra presente e rifondazione. Mentre la squadra si gioca l’accesso alla prossima Champions League, nei corridoi di Casa Milan si prepara già una nuova rivoluzione tecnica e dirigenziale. Il possibile arrivo di Tony D’Amico come direttore sportivo non rappresenterebbe soltanto un cambio di figura manageriale, ma il segnale di una diversa idea di costruzione del club. E insieme al dirigente dell’Atalanta potrebbe cambiare anche la guida tecnica, con Vincenzo Italiano sempre più accreditato come alternativa a Massimiliano Allegri. Ancora una volta il Diavolo sembra trovarsi davanti a un bivio: dare continuità oppure ripartire da capo. E la sensazione è che il club stia seriamente pensando alla seconda opzione.

D’Amico-Italiano, il Milan pensa a un nuovo modello

L’eventuale arrivo di Tony D’Amico sarebbe molto più di una semplice scelta dirigenziale. Il Milan – stando a quanto si legge sul Corriere dello sport – andrebbe a prendere uno dei profili più apprezzati degli ultimi anni per capacità di programmazione, sostenibilità economica e valorizzazione dei giocatori. Non è un dettaglio che il suo nome venga associato immediatamente a Vincenzo Italiano. Significa che il club starebbe immaginando un progetto tecnico differente rispetto a quello costruito attorno ad Allegri. Italiano rappresenta un’idea di calcio più aggressiva, moderna e offensiva, ma anche un allenatore abituato a lavorare con margini economici limitati e rosa da valorizzare. Esattamente ciò che RedBird cerca da tempo: competitività senza spese folli. In questo senso, la coppia D’Amico-Italiano sarebbe coerente con la filosofia aziendale molto più di quanto non lo sia stata la gestione recente.

Allegri e il peso di una stagione incompleta

Il paradosso è che Allegri potrebbe lasciare anche con un contratto ancora lungo e con la qualificazione Champions potenzialmente raggiunta. Ma il problema, evidentemente, non è soltanto il risultato finale. Al Milan si continua a percepire una squadra poco evoluta sul piano del gioco, fragile mentalmente nei momenti chiave e incapace di costruire entusiasmo stabile attorno al progetto. Allegri era stato scelto per riportare ordine, esperienza e pragmatismo, ma il rischio è che il suo calcio venga considerato troppo distante dalle esigenze di una piazza che vuole tornare a sentirsi protagonista anche in Europa. Inoltre, il possibile interesse della Nazionale potrebbe facilitare una separazione meno traumatica del previsto. Sarebbe l’ennesima svolta in pochi anni, ma anche la conferma di quanto il Milan continui a vivere in un equilibrio precario tra esigenze economiche e ambizioni sportive.

Nkunku simbolo di un mercato che non ha funzionato

Tra i segnali più evidenti della stagione rossonera c’è anche il probabile addio di Christopher Nkunku. Doveva essere uno dei colpi capaci di alzare il livello offensivo della squadra, invece si è trasformato in un investimento incompiuto. Discontinuo, poco incisivo e mai realmente centrale nel progetto tecnico, il francese è diventato il simbolo di un mercato che non ha prodotto il salto di qualità sperato. La richiesta di 35 milioni da parte del club racconta la necessità di evitare minusvalenze pesanti, ma anche la volontà di chiudere rapidamente una parentesi deludente. In fondo è proprio qui che si misura il vero problema del Milan degli ultimi anni: tanti cambiamenti, tante idee diverse, ma pochissime certezze durature. Ecco perché l’estate che si avvicina rischia di essere decisiva non solo per scegliere un allenatore o un direttore sportivo, ma per capire finalmente quale identità il club voglia davvero costruire.

Milan, se va via Allegri c'è il piano-B: il ds D'Amico porterebbe il suo pupillo, le mosse sul mercato Ansa

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