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Milan, Zlatan Ibrahimovic tuona ancora: altre rivelazioni

L'attaccante rossonero torna a parlare del club e del suo futuro.

Zlatan Ibrahimovic è un fiume in piena: dopo la vittoria contro la Juventus, in cui è stato tra i trascinatori, l’attaccante svedese ha scosso il mondo Milan anche fuori dal campo, con alcune dichiarazioni di fuoco sul probabile futuro tecnico rossonero Ralf Rangnick e l’amministratore delegato Ivan Gazidis che hanno fatto discutere.

E nella serata di venerdì Ibra ha concesso il bis, mandando altre frecciate importanti alla dirigenza rossonera: “Questo non è il mio Milan, ora tutto viene fatto in maniera differente, gli obiettivi non sono più quelli di una volta, quelli del Milan che io continuo ad avere in testa. Io voglio rivedere quella squadra che lotta per lo scudetto e per la Champions”, sono le parole ai microfoni di Sportmediaset.

“Per questo ho detto che il Milan attuale non è quello di 10 anni fa. Però non è che dobbiamo fermarci qua e pensare al passato, al contrario dobbiamo pensare al futuro e fare il meglio possibile. Non dobbiamo pensare negativo, perchè pensieri negativi portano solo negatività e non voglio sia così. Voglio aiutare per migliorare e fare le cose nel modo migliore possibile”.

Ibrahimovic potrebbe lasciare il Milan al termine della stagione, ma non per un problema contrattuale, ma per mancanza di stimoli, precisa: “Io mi diverto ancora in campo, ma non gioco per un contratto. Gioco per raggiungere obiettivi che mi diano stimoli: il prossimo anno non so se resto. Dipende quali sono gli obiettivi. Europa League non sarebbe un obiettivo? Sono andato al Manchester United, giocavamo l’Europa League e l’abbiamo vinta l’Europa League. Servono obiettivi e stimoli di giocare per qualcosa.”.

“Se non dovessi rimanere non è perchè non è più il vecchio Milan. Quando sono arrivato qua 6 mesi fa la situazione era come era, venivo con la passione e la voglia di aiutare. Voglio vedere il Milan lottare per il primo posto, giocare in Champions e avere i campioni in squadra. Volevo aiutare la squadra, permettergli di avere il feeling con un giocatore che ha esperienza di vittoria e che ha giocato con dei campioni, che a loro volta erano i miei esempi quando ero giovane. Era una sfida differente. Però adesso mancano 2-3 settimane, giochiamo per arrivare il più in alto possibile”.

Il faccia a faccia con Ivan Gazidis tenutosi lo scorso mese non ha portato a nulla, i rapporti tra i due restano gelidi, e la chiamata per parlare del futuro tarda ad arrivare: “Mi aspetto una chiamata? Non so ma sinora nessuna chiamata è arrivata”.

OMNISPORT | 10-07-2020 21:15

Milan, Zlatan Ibrahimovic tuona ancora: altre rivelazioni Fonte: Getty Images

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