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Milano Cortina, De Chiesa: in tv è come se risalissi sugli sci, che adrenalina. Occhio alla sorpresa Paris ESCLUSIVA

Il talent della Rai, in libreria con "Ho sfiorato il cielo", ricorda le emozioni più belle da commentatore e spinge la Goggia in vista delle Olimpiadi

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

“Il coraggio se non ce l’hai te lo devi dare. Il coraggio, quello vero, proviene dalla paura, dalla consapevolezza dei rischi che corri, dallo spavento che ne deriva, dal dolore che provi, dalla rabbia che ti attraversa, dalla paura di morire e dalla voglia di vivere. Questo è il coraggio. E io, ne ho avuto? Io penso di sì, e anche tanto!“. E’ un passaggio del libro “Ho sfiorato il cielo”, l’opera con cui Paolo De Chiesa ha messo insieme alpha e omega della sua carriera per raccontare vittorie, sconfitte, paure e speranze. Lui è una delle voci più riconoscibili dello sci italiano. Sulla neve prima ha vinto e poi ha raccontato in tv i successi degli azzurri, da atleta della leggendaria “Valanga Azzurra” a commentatore capace di raccontare ogni curva, ogni rischio, ogni emozione con una competenza e una passione rare. Da qualche settimana è anche in libreria ed intervistato da Virgilio Sport si confessa in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Dalla tv ai libri con le Olimpiadi alle porte, non deve essere un periodo “morto” questo per lei…
“No, il sabato e la domenica sulla Rai c’è uno spazio fisso sugli sport invernali, nei ritagli di tempo sono in giro a presentare il libro…, commento lo sci da 40 anni, i primi 7 a Tmc poi 33 anni di fila alla Rai, penso sia un record per un consulente. Non ho mai pensato di lasciare la Rai che sento casa mia, nè altre emittenti, conoscendo la mia fedeltà all’azienda, hanno pensato a farmi proposte”

Cosa troverà il lettore che non si aspetta da Paolo De Chiesa?
“Devo dire che lo stanno apprezzando, non avrei mai pensato ad un’autobiografia ma mi hanno convinto e sono contento di come sia venuto fuori

Facile immaginare quale sia stato il capitolo più difficile da scrivere, ovvero quando aveva 22 anni e la sua ragazza dell’epoca le sparò per colpirlo al volto ma lo prese al collo. Perse dodici chili e un anno di allenamenti, tre anni dopo tornò sul podio a Madonna di Campiglio...
“L’episodio è quello ma tutto il resto è una conseguenza, nel libro racconto la storia della mia famiglia,

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dello sci, dell’amore per la medicina dei miei genitori, io sono la pecora nera non avendo voluto impiegarmi nell’odontoiatria ma racconto con gratificazione quello che mi è successo. Non ho nessun rimpianto..”

C’è una gara che ha commentato e che porterà sempre con sé?
“Sono talmente tante, non saprei da che parte iniziare, così, su due piedi, ricordo i successi di Tomba, Compagnoni, Rocca, Ghedina, Hirscher…Dovendo indicarne una sola dico l’ultima olimpiadi della Compagnoni: nel 98 a Nagano vinse il terzo oro, fu un’emozione speciale”

Come si prepara a un grande evento come le Olimpiadi dal punto di vista tecnico e narrativo?
“C’è più coinvolgimento perché si gareggia in Italia ma la preparazione è sempre la stessa, professionale e meticolosa”

Quando commenta, sente un po’ di quella adrenalina che provava quando gareggiava?
“Sì, non emozioni così forti ovvio, ma la tv mi permette di risalire sugli sci, mi lascio trasportare dalle loro discese, trasmetto un’emozione mia, sono il tramite tra gli atleti e il pubblico”

Milano-Cortina sarà la sua ultima Olimpiade?
“L’ultima? Mai dire mai, finchè la Rai vorrà, io ci sarò”.

Quali sono le chances degli azzurri nello sci alpino?
“L’assenza della Brignone sarebbe pesantissima, dopo una stagione strepitosa, ha rimesso gli sci, ed è già importante: due mesi fa sono stato con lei e zoppicava ancora ma è difficile dire se tornerà in tempo, la Bassino pure si stava riprendendo. Goggia è fantastica ma non carichiamola di troppe pressioni. Io ricordo sempre che lo sci non è come l’atletica leggera, ci sono tante variabili imprevedibili che tutto può succedere: basta un grumo di neve. Ricordate Rocca che veniva da 6 vittorie di fila e uscì per una spigolata anomala che l’aveva fatto deragliare? E la Schiffrin? Dico la Schiffrin, la più grande di sempre, fece male 4 anni fa a Pechino, fu un disastro. Ricordiamoci anche dello spirito olimpico e fare i complimenti a chi vince di qualsiasi nazionalità sia. In campo maschile poi abbiamo Paris, è ritrovato nonostante la sua età. A Bormio ha vinto 6 discese e un super G, è la pista più amata, la sua pista, chissà che non possa regalarci una sorpresa”.

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