Nel mare magnum di attori, cantanti, vip, chef, influencer e “chi più ne ha, più ne metta” si sono dimenticati dei campioni. Di quelli veri, che le Olimpiadi Invernali le hanno vinte. Che hanno portato l’Italia in cima al mondo con le loro imprese, le loro medaglie, i loro trionfi. Dopo Kristian Ghedina, che qualche tempo fa aveva confessato di esserci rimasto male per aver dovuto chiedere di poter portare la torcia olimpica nella sua Cortina attraverso il modulo online, senza che nessuno dell’organizzazione gliel’avesse chiesto, ora è il momento dello sfogo e dell’amarezza per un altro campione senza tempo: Silvio Fauner, leggenda dello sci di fondo.
- Fauner all'attacco: "Non c'è rispetto, mi aspetto scuse"
- L'Uomo Gatto, Achille Lauro e gli chef tra i tedofori
- Chi sceglie i tedofori? Il balletto tra Fondazione e Coni
- Milano Cortina, che pasticcio: il via tra meno di un mese
- Abodi spiazzato: “Ho chiesto spiegazioni al Coni”
- La risposta del Comitato Milano-Cortina
Fauner all’attacco: “Non c’è rispetto, mi aspetto scuse”
“Non c’è rispetto per noi campioni, la considero un’offesa incredibile o come dice la mia compagna Monica, una vergogna”, ha raccontato Fauner a Il Fatto Quotidiano. Nessuno lo ha contattato per chiedergli di portare la torcia o per coinvolgerlo in qualsiasi modo. “Mi aspetto delle scuse. Ho sentito Lara Magoni, mi dicono che il responsabile della torcia olimpica abbia detto ‘Io non conosco queste persone’, riferendosi a noi”. E l’elenco, oltre a Fauner e Magoni, comprende Maurilio De Zolt, Giorgio Vanzetta, Giorgio Di Centa, Cristian Zorzi, Pietro Piller Cottrer e Gabriella Paruzzi. Qualcuno in Valle d’Aosta s’è ricordato in extremis di Maurizio Albarello, Ghedina a Cortina s’è salvato compilando il modulo.
L’Uomo Gatto, Achille Lauro e gli chef tra i tedofori
In compenso, il battage di Milano Cortina ha coinvolto tutti. Forse addirittura troppi. Persino l’Uomo Gatto, folkloristico campione del programma tv Sarabanda, è stato tedoforo. A Roma aveva fatto scalpore la presenza di Achille Lauro, a Pompei c’è stato spazio per il divo di Hollywood Jackie Chan. E poi chef stellati e non, stelle e stelline dei social, amici degli amici, in nome di una presunta “visibilità” a favore dei Giochi che in realtà non c’è stata. Si è scritto e si è parlato tanto dell’Uomo Gatto, tanto per fare un esempio, e pochissimo o niente – negli articoli a lui dedicati – dei Giochi: date di inizio e fine, località interessate, discipline sportive coinvolte, come fare per assistere alle gare. Insomma, quello per cui avevano scelto l’Uomo Gatto.
Chi sceglie i tedofori? Il balletto tra Fondazione e Coni
“Hanno preferito gente dello spettacolo come l’Uomo Gatto, cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche“, lo sfogo di Fauner. “Una mia vicina di casa e cugina di Lisa Vittozzi si trovava a Firenze, ha chiesto a un tedoforo chi fosse per farsi un selfie e lui le ha risposto, ‘faccio il tedoforo perché papà conosce certi sponsor’“. L’ex campione di sci di fondo ha sottolineato: “Parlo a nome di 10 atleti e 35 medaglie olimpiche. Siamo tutti incavolati“. Ma con chi? Fondazione e Coni si rimpallano le responsabilità a vicenda, in un classico balletto “all’italiana”.
Milano Cortina, che pasticcio: il via tra meno di un mese
Come riporta la Gazzetta dello Sport, la scelta dei tedofori spetta alla Fondazione Milano Cortina in collaborazione con due influenti sponsor. Fondazione che ha fatto sapere di essere dispiaciuta per la delusione di tanti campioni, ma che ha anche aggiunto che si aspettava qualche “dritta” dal Coni. Ma gliel’hanno chiesta? Dal Comitato Olimpico, infatti, hanno tenuto a informare che a loro spettava solo la scelta dei portabandiera. E nessuno s’è preso la briga di stilare una lista coi nomi di campioni e leggende per quelli della Fondazione, che ne capiscono di social, hype, tag, slogan e tutto il resto ma di sport non ne sanno (per lo stessa ammissione) molto. Insomma, un altro pasticciaccio brutto. Che si poteva e doveva evitare.
Abodi spiazzato: “Ho chiesto spiegazioni al Coni”
Il caso tedofori ha spiazzato anche il ministro dello sport Andrea Abodi, che di certo non si aspettava l’espulsione di atleti che hanno scritto pagine importanti della storia olimpica italiano in favore di influencer e personaggi pubblici: “Alla luce di quello che è emerso ho chiesto informazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione. In linea di principio chi ha fatto la storia dello sport dovrebbe essere tenuto in grandissima considerazione, sono rimasto anche io un po’ spiazzato oggettivamente perché di fronte a un fenomeno meraviglioso come quello della fiaccola tra 10mila tedofori credo che la platea degli olimpionici dovesse essere in qualche maniera un’avanguardia, proprio per la testimonianza che hanno dato nell’attività sportiva e che molti continuano a dare generosamente andando in giro per l’Italia a testimoniare i valori dello sport. Mi riservo di avere tutte le informazioni per poi esprimere una valutazione”.
La risposta del Comitato Milano-Cortina
Non si è fatta attendere la risposta del Comitato Milano-Cortina dopo le accuse di Fauner: “Sin dall’inizio abbiamo posto al centro del viaggio della fiamma le grandi campionesse i grandi campioni del passato. E’ importante ricordare che pur nel massimo rispetto della sua straordinaria storia sportiva, Fauner non è stato invitato a prendere parte alla staffetta in quanto attualmente ricopre una carica politica (vicesindaco del Comune di Sappada), una condizione che rientra tra i requisiti preliminare di esclusione e perfettamente specificati sul regolamento pubblicato sul sito di Milano-Cortina 2026”.
