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Mondiali, Argentina: perché Scaloni ha privato Messi di nuovi record, il retroscena

Il ct dell'Albiceleste spiega perché 'La Pulce' sia partita dalla panchina contro la Giordania e avverte sul pericolo Capo Verde ai sedicesimi

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Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sulle interviste ai grandi protagonisti

Perché Messi non è partito titolare nell’ultima gara del girone? Dopo il successo per 3-1 sulla Giordania, che ha consentito all’Argentina di chiudere il girone a punteggio pieno, il ct Lionel Scaloni ha spiegato la decisione di non schierare il numero dieci argentino dal primo minuto. Sarebbero toccati a lui la punizione di Lo Celso che ha sbloccato la gara e il rigore che poi ha trasformato Lautaro per il 2-0. Considerando il gol su calcio piazzato la Pulce avrebbe potuto realizzare un’altra tripletta e aggiornare il libro dei record.

Perché Messi è entrato dal 60′

Sebbene non sia partito da titolare contro la Giordania, Lionel Messi ha infatti comunque trovato l’ennesima gioia nel finale di gara con una rete all’80’ da calcio di punizione. Ma la scelta del ct Scaloni, di tenere in panchina dal 1′, è stata dettata esclusivamente dalla gestione delle energie in vista della fase a eliminazione diretta del Mondiale 2026.

Il commissario tecnico argentino ha sottolineato come il fuoriclasse dell’Albiceleste fosse perfettamente in grado di disputare l’intero incontro, ma abbia preferito lasciare spazio ai compagni, rinunciando a incrementare ulteriormente i propri numeri personali. Le parole del ct in conferenza stampa: “Messi avrebbe potuto giocare 90 minuti oggi e, senza voler mancare di rispetto all’avversario, forse consolidare ulteriormente il suo status di leggenda, ma ha preferito dare spazio ai suoi compagni.”

Gli obiettivi di Messi

“Messi non pensa ai suoi record”. In conferenza stampa, Scaloni ha voluto evidenziare anche l’atteggiamento del capitano argentino, mettendo in risalto la priorità data agli obiettivi della squadra rispetto ai traguardi individuali.

“Ha preferito pensare al futuro, e questo la dice lunga, perché non è concentrato su quei numeri di cui tutti parlano, quindi sono contento che abbia preso questa decisione di far giocare i compagni al posto suo.”

“Sono contento perché abbiamo dato a tutti la possibilità di giocare”, ha spiegato Scaloni che ha anche rivelato il motivo per cui ha schierato Palacios come terzino destro: “Sì, la squadra aveva bisogno di Palacios in quella posizione. Non volevamo rischiare Nahuel Molinz e Montiel. Pala ci ha dato una mano in caso di potenziali problemi. È stata una bella serata. Gio ha potuto fare il suo debutto e segnare un gol. Anche Lautaro ha segnato. E Leo, inutile dirlo, ha segnato un altro gol. Ora il meglio deve ancora venire”.

Occhio a Capo Verde: “Ci renderà le cose difficili”

Archiviata la fase a gironi, l’Albiceleste si prepara ad affrontare la nazionale del Capo Verde nei sedicesimi di finale, in programma venerdì a Miami.

Scaloni ha invitato tutti a non sottovalutare gli africani, descrivendoli come una squadra organizzata e ricca di qualità: “Sono una buona squadra, una squadra veloce, giocano bene, hanno qualità e, beh, forse per molti non è così, ma posso assicurarvi che sono una buona squadra e ci renderanno le cose difficili. È inutile che io stia qui a dire che non sono un avversario difficile, perché sarebbe una bugia. Sono un avversario difficile perché le ha già rese difficili alla Spagna, che è una delle favorite.”

Infine Scaloni ricorda la partita d’esordio al Mondiale del Capo Verde contro la Spagna: “Anche se la Spagna meritava di vincere, non ci è riuscita; non ci è riuscita l’Uruguay, e nemmeno l’Arabia Saudita.”

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