Che nessuno si senta offeso, che nessuno si inalberi leggendo il paragone. E’ solo un esempio e, purtroppo, ce ne potevano essere tanti perchè mai come l’anno scorso anche i cosiddetti big-match di big hanno offerto ben poco. E resta la verità: ieri sera abbiamo salutato i Mondiali con la sua nuova regina dopo 40 giorni di gol e magie, con un frullato mai visto prima di top-player al massimo della forma e con poche eccezioni (Ronaldo e Vinicius), tra meno di 40 giorni ci ritroveremo a guardare la nostra impoverita serie A saltabeccando tra Atalanta-Sassuolo, Inter-Monza, Udinese-Como, Parma-Cagliari e così via. Un salto in basso traumatico, inutile negarlo.
- Dov'è lo spettacolo in serie A?
- Dagli stadi alle tv, che differenza
- Gli anni d'oro con Maradona e Platini
Dov’è lo spettacolo in serie A?
Dimentichiamo allora il duello a suon di reti tra Messi e Mbappè, le frustate di Haaland e Kane, le giocate di Bellingham e Saka ele tante belle sorprese come Manzanbi, Bouaddi e altri ancora. Dovremo riabituarci a uno spettacolo diverso che continuiamo a sperare possa migliorare. La stagione scorsa si ricorda più per i veleni arbitrali che per il bel calcio. L’Inter campione d’Italia lo ha praticato solo a tratti, il Napoli di Conte quasi mai come il Milan di Allegri e la Juve di Tudor prima e Spalletti poi. La squadra più bella da vedere è stata il Como di Fabregas, anche l’Atalanta – dopo gli anni d’oro di Gasperini – ha fatto passi indietro. Da dimenticare l’anno della Fiorentina ma anche quello del Torino. Insomma dov’è lo spettacolo?
Dagli stadi alle tv, che differenza
Dimentichiamo anche gli stadi pieni, puliti e moderni dell’America, riabituiamoci a quelli obsoleti di casa nostra. En passant dimentichiamoci anche il calcio in chiaro: o Sky o Dazn o niente. Potrà essere piaciuto tanto, poco o niente questo Mondiale a tre paesi, 10 diversi tipi di clima e distanze siderali ma nel suo complesso ha superato l’esame proponendo gare di livello, un grande spettacolo di pubblico e campioni di primissimo piano. In Italia c’è rimasta, e neanche sempre, la passione dei tifosi messa sempre più a dura prova da scandali arbitrali, sospetti e veleni.
Quali sono i campioni rimasti nel nostro campionato? Sicuramente uno come Lautaro Martinez è sovradimensionato per il valore della nostra serie A ed anche il suo partner all’Inter Thuram (se torna quello di 2 anni fa) può fare la differenza, come i grandi vecchi Modric e De Bruyne (che però hanno un anno in più). E poi? Dybala e Yildiz restano sulle montagne russe, Dimarco è una conferma, Hojlund qualcosa di più di una speranza ma poi? Leao (se resta) è sfiorito, Palestra è andato via, ci resta davvero poco cui aggrapparci.
Gli anni d’oro con Maradona e Platini
La speranza è che il rinnovamento atteso in Figc possa andare a scuotere tutto il movimento calcio e a rianimare una serie A oggettivamente decadente. Pensare che negli anni 80 l’Italia era l’Eden del pallone, con la concentrazione di tutti i più forti giocatori del mondo, tutti (Maradona, Platini, Zico, Rummenigge, Socrates, Boniek, Junior prima, Gullit, van Basten, Rijkaard, Matthaeus e tanti altri dopo) fa malissimo. Nazionale e campionato devono ripartire, costi quel che costi. Perché non possiamo aspettare ogni volta 4 anni per riconciliarci col calcio.
