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Mondiali Indoor Torun, è un'Italia magica: oro per Battocletti nei 3.000 e Dosso nei 60 metri

Un sabato magico per l'atletica azzurra a Torun: Battocletti ha aperto la strada dominando con un gran finale i 3.000 metri, Dosso ha stampato un favolo 7"00 vincendo la finale dei 60 metri

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La più keniana delle europee: Nadia Battocletti ormai sa solo vincere, e c’ha preso talmente gusto da regalarsi anche un oro indoor che era tutto, fuorché programmato. Perché a Torun al solito erano le africane le avversarie da battere, ma la trentina le ha messe tutte in riga: il crono finale di 8’57”64 non sarà stato dei più clamorosi, ma alla fine è comunque bastato per portare a casa una medaglia del metallo più pregiato, ma prima a livello di campionati mondiali per la mezzofondista di Cles. Che un paio d’oro dopo è stata seguita a ruota da Zaynab Dosso, splendida medaglia d’oro nella finale dei 60 metri. Con l’Italia che scappa in vetta al medagliere dopo due giornate di gare.

Stupore e incredulità: “Ho dovuto danzare nel caos…”

Non è stata una gara facile da decifrare, tra colpi di scena a catena e cadute che hanno finito per rimescolare (e non poco) le carte. Ne ha pagato le conseguenze la campionessa in carica, l’etiope Freweyni Hailu, che ha perso l’equilibrio a metà gara e non è stata più nelle condizioni di tornare in gioco per le medaglie. Alla fine Battocletti l’ha spuntata sull’americana Emily Mackey in un testa a testa finale che pure ha visto l’azzurra esaltarsi come non mai, a riprova di una condizione di forma pressoché impeccabile.

Anche se a sentire Nadia la sorpresa è stata tanta. Erano due anni che non correvo a livello indoor, pertanto davvero non sapevo cosa aspettarmi. È tutto surreale, perché oltre a non essere la mia specialità prediletta l’indoor rimane spesso un mondo a sé stante. Soprattutto sono contenta di come ho corso pensando che giusto ieri è terminato il periodo del Ramadan, e questo un po’ ha condizionato la mia fase di avvicinamento al mondiale. Aveva ragione la mia psicologa Elisabetta, che proprio ieri mi ha detto che “avrei danzato nel caos”, e così è stato”.

Una danza a tinte azzurre, con una botta di smalto d’oro sopra. Erano 25 anni che un’europea non vinceva i 3.000 al mondiale, all’epoca con la russa Olga Yegorova. Da allora, solo etiopi, keniane e statunitensi. Prima che Nadia riscrivesse la storia della disciplina.

Dosso, un oro da impazzire. Simonelli ultimo nei 60 ostacoli

La serata è proseguita poi con lo splendido oro di Zaynab Dosso nei 60 metri piani. Una vittoria attesa, sperata e fortemente voluta: dopo aver conquistato il bronzo due anni fa a Glasgow e l’argento a Nanchino lo scorso anno, la velocista azzurra ha completato la scalata, mettendosi alle spalle la statunitense Sears e l’olimpionica Alfred. Il 7”00 della finale è lo stesso tempo fatto registrare in semifinale, dove Dosso si era qualificata con il miglior tempo, a un solo centesimo dal proprio personale, ma tanto è bastato per mettersi l’oro al collo.

Non è riuscita a entrare in finale la giovanissima Kelly Doualla, al debutto in una competizione seniores: ha chiuso la sua semifinale all’ottavo posto con il tempo di 7”36, troppo alto per sperare di potersela giocare fino in fondo. Lorenzo Ndele Simonelli è riuscito invece a prendere l’ultimo tempo utile nei ripescaggi (7”53), ma in finale ha migliorato appena un centesimo e ha chiuso in ultima posizione.

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