La presenza dell’Iran al prossimo Mondiale sembra essere confermata ma da più parti arrivano segnali in senso opposto. I rappresentanti dello stato mediorientale non sono riusciti a entrare in Canada per il meeting della Fifa che a Vancouver potrebbe prendere la decisione finale anche sull’ipotesi di ripescaggio che riguarda l’Italia.
- Lo schiaffo dell’Iran a Trump
- Il giorno decisivo per il ripescaggio?
- La Fifa lancia un segnale all’Italia
Lo schiaffo dell’Iran a Trump
La partecipazione dell’Iran alla fase finale dei Mondiali potrebbe diventare anche un caso politico. La situazione in Medio Oriente continua a essere molto agitato con il Team Melli che rischia di fare da portavoce più che di un paese del regimi di Tehran. E l’ultima “provocazione” arriva forte e chiara e sembra un affronto diretto nei confronti del presidente statunitense Donald Trump. Nel corso di una riunione del Comitato culturale per il Mondiale. Infatti l’Iran avrebbe scelto di presentarsi al Mondiale con la denominazione “Minab 168”. Una scelta che ha un forte valore simbolico visto che alla base del nome c’è il tragico evento dello scorso 28 febbraio quando stando all’accusa che arriva da Teheran, gli attacchi di Stati Uniti e Israele avrebbero provocato la morte di 168 studentesse della scuola Shajareh Tayyebeh di Minab.
Il giorno decisivo per il ripescaggio?
Nonostante le dichiarazioni di facciata, non c’è da stupirsi che gli ultimi mesi siano stati molto complicati per la FIFA. La guerra in Medio Oriente rischia per la prima volta dal 1950 di lasciare fuori una nazionale qualificata alla fase finale di un Mondiale. Il presidente Infantino ha sempre ribadito la ferma convinzione di voler vedere l’Iran regolarmente in campo ma nonostante questa intenzione, le difficoltà rimangono ben evidenti. Difficoltà resi evidenti anche dal viaggio “mancato” dei rappresentanti del calcio iraniano che avrebbero dovuto arrivare a Vancouver per una meeting prima della confederazione asiatica e poi per il congresso della Fifa che si terrà nella città canadese, un’assenza dovuta alla impossibilità di risolvere alcuni problemi legati ai visti di ingresso nel paese nordamericano. Il congresso in programma domani a Vancouver potrebbe essere quello decisivo in vista dei Mondiali. Le remote speranze di ripescaggio dell’Italia passano da quello che succederà proprio in quella sede.
La Fifa lancia un segnale all’Italia
Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, la terza di fila, in Italia è in atto un vero e proprio terremoto ai vertici del calcio che riguarda la nazionale. Nelle ore immediatamente successive sono arrivate le dimissioni di Gravina, Buffon e Gattuso. Solo nei prossimi mesi ci sarà l’elezione del nuovo presidente con Malagò che resta il candidato principale e con un compito prioritario: quello di una riforma del calcio italiano. E l’assist, un po’ a sorpresa arriva dalla Fifa, nell’ultimo Consiglio che si è tenuto a Vancouver si è infatti discusso l’idea di introdurre un nuovo obbligo regolamentare, imponendo ai club di avere sempre in campo almeno un giocatore del proprio settore giovanile e che dunque provenga dalle squadre Under 20 e under 21. Una soluzione che se dovesse essere approvata entrerebbe in vigore dalla stagione 2027-2028.
