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Mondiali, Iran, l'ultimo sgarbo: hanno solo 24 ore per lasciare gli Usa dopo le partite

La nazionale iraniana può entrare la mattina sul territorio americano ma deve uscire in giornata, spostata la sede dall'Arizona al Messico

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Continua la forte tensione tra Usa e Iran anche nel mondo dello sport e la partecipazione ai Mondiali degli iraniani si fa sempre più complicata. La nazionale infatti sarà costretta a entrare e uscire dal Paese in giornata per le partite dei Mondiali che si disputeranno negli Stati Uniti. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano in Messico: “Possiamo entrare la mattina e dobbiamo uscire in giornata”, ha spiegato l’ambasciatore ai giornalisti.

L’Iran cambia sede

L’aereo con a bordo la nazionale iraniana è partito da Antalya ed è atterrato oggi in Messico. A causa del conflitto in Medio Oriente, la partecipazione dell’Iran ai Mondiali è stata messa in discussione e la procedura per il rilascio dei visti alla delegazione ha subito ritardi, al punto che il campo base è stato spostato da Tucson, in Arizona, a Tijuana, in Messico, vicino al confine. L’Iran rimarrà in Messico per tutta la durata dei Mondiali anzichè in Arizona.

I visti negati

Piove sul bagnato, insomma, perché i problemi sono anche altri. Gran parte del personale al seguito della Nazionale non ha ricevuto il visto. La Federazione calcistica iraniana ha accusato gli Stati Uniti di “comportamento vendicativo” e ha “di fatto privato la nazionale iraniana dell’opportunità di avere pari possibilità e di partecipare a una competizione senza subire discriminazioni”. I media statali iraniani hanno affermato che il presidente della federazione calcistica e il suo vice erano tra coloro a cui è stato negato l’ingresso.

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato all’inizio di questa settimana di non avere problemi con i giocatori, ma che la delegazione sarebbe stata attentamente monitorata a causa di possibili legami con le Guardie Rivoluzionarie iraniane. “Perché non menzionano che i visti sono stati negati a gran parte dello staff dirigenziale, dei consulenti tecnici e di altre figure fondamentali per qualsiasi nazionale di calcio?”, ha replicato l’ambasciata iraniana in Turchia su twitter/ X. Tra Teheran e la Turchia, sede del primo ritiro della nazionale, sono bloccati anche oltre 20 cronisti al seguito dell’Iran, regolarmente accreditati dalla Fifa: anche loro sono in attesa di novità sulla loro procedura Visa.

Il debutto dell’Iran

La nazionale iraniana dovrebbe debuttare nel torneo il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, la stessa città che ospiterà la partita contro il Belgio sei giorni dopo, il 21 giugno. L’ultima partita della fase a gironi sarà contro l’Egitto il 26 giugno a Seattle. Durante il ritiro in Turchia, l’Iran ha disputato due amichevoli, vincendole entrambe: la prima per 3-1 contro il Gambia il 29 maggio e la seconda per 2-0 contro il Mali giovedì 4 giugno.

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