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Mondiali, Italia-Belgio 2-3: Reggers mette il dito della piaga, per Giannelli e compagni ora è tutto in salita

Clamorosa battuta d'arresto per l'Italia di De Giorgi: sotto 2-0, gli azzurri rimontano e vanno al quinto, dove però il Belgio si tiene sempre davanti. Ora la qualificazione passa per l'Ucraina

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Segnali di fumo in arrivo dalle Filippine: l’Italia di De Giorgi è andata in panne e il Belgio l’ha messa subito spalle al muro. Battendola al quinto set con un Ferre Reggers da paura (30 punti per l’opposto di Milano) e costringendola a giocarsi il passaggio del turno con l’Ucraina tra un paio di giorni. Un risveglio traumatico, ma (per quanto visto) decisamente meritato.

Difesa in panne, attacco discontinuo: il mondiale già appeso a un filo

Perché a furia di commettere errori e concedersi pause i ragazzi di De Giorgi si sono complicati la vita, e hanno pagato legno. Il Belgio ha avuto il merito di sfruttare l’occasione e giocare sugli errori altrui: nei primi due set ricezione, difesa e attacco hanno fatto acqua da tutte le parti, con il CT che non sapeva più a che santo votarsi.

Reggers ha inferito, ma è stato fin troppo facile per i belgi indirizzare la gara sui binari desiderati. E la reazione del terzo e quarto set è stata più di nervi che di gioco: Sbertoli ha guidato la rimonta, con Bottolo e Michieletto che si sono accesi a fasi alterne (lampi anche di Rychlicki, ma poca roba), spedendo almeno la partita al quinto. Dove però la partenza è stata lenta e a quel punto il Belgio ha meritato di chiudere 15-13, sempre in controllo delle operazioni.

Amara verità: senza Lavia in seconda linea l’Italia ha perso certezze, e a lungo andare questo potrà creare grossi problemi. Con l’Ucraina giovedì sarà già un dentro o fuori: tornare a casa dopo la fase a gironi sarebbe oltremodo inglorioso, ma questo rischio c’è. Vero è che il Giappone è già andato a casa e la Francia rischia di uscire (deve battere l’Argentina per qualificarsi prima del proprio girone in un match dove chi perde al 99% viene eliminata, perché la Finlandia con ogni probabilità batterà facile la Corea e passerà per seconda, andando a sfidare il Belgio: a quel punto chi vince tra Argentina-Francia agli ottavi incontrerebbe proprio la vincente di Italia-Ucraina), ma i versi non sono belli per niente.

Primi due set horror: non funziona veramente nulla

Se già il match con l’Algeria qualche incertezza l’aveva mostrata (vedi il secondo set, ripreso affannosamente da 18-21 a 25-22), col Belgio c’è stato poco da scherzare. De Giorgi ha rimesso in campo Gargiulo accanto a Russo (coppia inedita sottorete), ma ha ricevuto pochissimo da Michieletto e Bottolo in un primo set che i belgi hanno indirizzato sui binari desiderati con un break firmato Reggers (da 10-11 a 10-14). Romanò è il solo a provare a riportare a contatto i compagni, Michieletto con un ace illude (20-21), poi Reggers e Deroo rispediscono avanti un Belgio cinico e concreto, che beneficia di un’invasione di Giannelli alla seconda palla set (la prima l’aveva annullata Bottolo) per il 23-25 finale.

Nel secondo l’inerzia pare tutta dalla parte italiana: 5-1 tanto per cominciare, poi 8-4 con un bel primo tempo di Anzani. Ma la luce si spegne all’istante: il Belgio trova la parità a quota 9, poi a muro trova il modo per ributtare indietro Michieletto e sul 12-14 De Giorgi comincia a temere il peggio. Giannelli resta in campo, ma Bottolo tradisce (due volte) e sul 14-18 il set è praticamente andato. Entra anche Rychlicki, che sbaglia tutti i primi tre palloni che attacca. È una mattanza, non è una partita: 20-25 e l’Italia è spalle al muro.

De Giorgi cambia tutto: Sbertoli orchestra la rimonta

Che il Belgio stia giocando la partita della vita appare evidente, ma gli azzurri sono oggettivamente irriconoscibili. E anche quando finalmente Michieletto trova un ace che profuma di svolta (9-6) la partita torna in bilico, perché Reggers è semplicemente inafferrabile. De Giorgi le prova tutte cambiando uomini e interpreti (dentro anche Sbertoli per Giannelli), ma la sostanza non cambia, perché l’opposto belga non fa sconti a nessuno.

Ma quando il Belgio va fuori giri (perché ogni tanto accade) l’Italia torna padrona del proprio destino: 4-0 di parziale (da 14-16 a 18-16) con Reggers che per la prima volta si mostra “umano”. È però di nuovo parità a quota 19 (ace del neo entrato Fafchamps) prima che Rychlicki e soprattutto Sani (dentro con un turno di battuta fondamentale) riescano finalmente a destare l’Italia dal torpore. Perin sparacchia fuori la battuta sul primo set point: 25-22, e c’è ancora vita sul pianeta azzurro.

Finalmente Bottolo: si sveglia al servizio e firma il 2-2

Tutto lascerebbe intendere a una rimonta servita su un piatto d’argento, ma il Belgio è duro, anzi durissimo a morire. E l’Italia fa dei blackout il suo marchio di fabbrica: Anzani viene subito murato nella prima azione del quarto set e si capisce che le difficoltà non sono destinate a diminuire. Addirittura i belgi scappano sul 9-6 (ace di D’Heer) e il baratro sembra imminente.

Galassi, appena gettato nella mischia, trova un muro che rianima gli azzurri, che ritrovano la parità a 13 grazie a una battuta forte e una gran difesa (finalmente) di Bottolo. Che assieme a Michieletto e Balaso è l’unico superstite del sestetto iniziale. Diventa una lotta di nervi: si gioca solo sulla fase cambio palla, poi torna al servizio Bottolo e spacca nuovamente la partita, con Michieletto che chiude lo scambio che vale il 21-19 (e nel successivo, dopo un’altra battuta forte, pasticciano i belgi: muro di Gargiulo, 22-19). Il set point arriva su una battuta del rientrante Giannelli, gestita male dalla ricezione belga (25-21).

Italia sempre a rincorrere: la chiude il solito Reggers

Chi spera che il peggio sia passato, ancora una volta deve ricredersi. Perché Bottolo sbaglia il primo attacco del set e Rychlicki viene contenuto nel secondo, con Rotty che firma il break. Il Belgio dimostra di essere vivo: Rychlicki evita che i break diventino due con una strana carambola sottorete (5-6), ma la ricezione belga non sbaglia un colpo.

Alla fine però Rotty perde un giro (murato, e poi sulla rigiocata spara lungo) e torna la parità a quota 8. Benché al gancio, l’Italia dimostra di non voler mollare: il Belgio va sempre da Reggers, e alla fine la scelta si rivela azzeccata. Perché tutti gli ultimi palloni li mette giù lui, compreso l’ultimo, quello sulla prima palla match (15-13). Il mondiale dell’Italia è tutto in salita.

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