“Se non ti qualifichi neanche così…”. L’ultima proposta della Fifa non è indirizzata all’Italia ma sembra senza dubbio un messaggio agli azzurri. La nostra nazionale ha mancato la qualificazione alla fase finale per tre edizioni consecutivi ma ora sembra arrivare una possibilità di quelle impossibili da non raccogliere. E per l’edizione 2026 resta vivo il caso Congo anche se il ripescaggio di Donnarumma e compagni è ormai impossibile.
- Il nuovo criterio di qualificazione della Uefa
- La Fifa dà una mano agli azzurri
- Mondiali, il caso Congo e l’ultima soluzione
Il nuovo criterio di qualificazione della Uefa
Nella giornata di ieri l’Italia ha incassato quella che secondo molti analisti era una vera e propria doccia fredda. La Uefa ha infatti deciso di cambiare i criteri di qualificazioni per Europei e Mondiali con un format che ricorda molto da vicino quello delle ultime edizioni della Champions League. Il cambiamento dovrebbe essere implementato a partire dal 2028 e prevede una struttura a livelli. Una Lega 1 composta da 36 nazionali appartenenti alle Leghe A e B della Nations League (divise in tre gironi) ne una Lega 2 con le restanti 18-19 squadre. Ogni nazionale disputerà sei partite affrontando sei avversarie diverse, due per fascia. A staccare il pass diretto saranno le squadre meglio qualificate di ciascun girone della Lega 1 mentre i posti restanti saranno assegnati tramite i temutissimi playoff con la partecipazione anche di nazionali provenienti dalla Lega 2.
La Fifa dà una mano agli azzurri
Il Mondiale 2026 che si svolgerà tra Stati Uniti, Canada e Messico sarà il più grande di sempre con 48 squadre al via ma anche in questa occasione l’Italia non è riuscita a conquistare il pass. Ma ora la Fifa sembra intenzionata a fare le cose ancora più in grande e pensa a un Mondiale con 66 nazionali partecipanti. Una proposta che in realtà era stata avanzata mesi fa dopo una petizione del Conmebol con l’intento di riuscire a dare una possibilità di partecipazione anche a nazioni che non riescono mai a farsi vedere nell’elite del calcio. Una proposta che sembrava destinata a finire nel dimenticatoio ma che secondo il quotidiano spagnolo As ha ripreso quota nelle ultime settimane con il sostegno di molte federazioni. La Fifa e i suoi dirigenti starebbero cominciando a prendere in considerazione l’opportunità anche se al mondo il Mondiale 2030 è ancora organizzato con la partecipazione di 48 squadre.
Mondiali, il caso Congo e l’ultima soluzione
Il Mondiale 2026 ha avuto una fase di avvicinamento molto travagliata per via della situazione in Medio Oriente e con i dubbi legati alla partecipazione dell’Iran. Il Team Melli sta provando a sistemare gli ultimi impedimenti burocratici per essere presente alla manifestazione ma ora la Fifa si trova a fare i conti con la situazione Congo. L’epidemia di ebola scoppiata nella parte est del paese ha creato una situazione molto complessa con la federazione che ha cancellato il ritiro pre-Mondiale in programma a Kinshasa e spostato la preparazione in Belgio. La partecipazione ai Mondiali non dovrebbe essere in discussione visto che tutti i giocatori convocati giocano in Europa e non sono rientrati nel paese negli ultimi 21 giorni. Maggiori limitazioni ci potrebbero essere per lo staff della nazionale e soprattutto per i tifosi che stando alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti in questo momento non avrebbero la possibilità di entrare nel paese nordamericano.
