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Mondiali, l'Italia può essere ancora ripescata: ma in Iran hanno pronti inno, divisa e già festeggiano

In migliaia in piazza a Teheran per celebrare la partenza del Team Melli, ma la Federazione lancia l'allarme visti. Azzurri alla finestra: c'è ancora speranza

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

L’Iran si avvicina al Mondiale. Nonostante il clima di incertezza legato alla guerra in corso con gli Stati Uniti, migliaia di persone si sono radunate a Teheran per celebrare l’imminente partenza della nazionale, prima verso la Turchia e poi in direzione Nord America. Una notte di festa all’insegna di identità, orgoglio e patriottismo che, però, non spegne le speranze di ripescaggio dell’Italia. Già, per gli Azzurri non è ancora finita: più di un ostacolo, infatti, mette a rischio la partecipazione del Team Melli alla Coppa del Mondo.

Mondiali, festa Iran: in migliaia a Teheran

Il popolo iraniano si stringe attorno alla squadra di Amir Ghalenoei, inserita nel Gruppo G con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. L’omaggio dei tifosi lascia intendere che, alla fine, la selezione abbia deciso di partire alla volta degli Stati Uniti. “Questo è il miglior saluto delle ultime quattro campagne per la Coppa del Mondo”, ha dichiarato con entusiasmo il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, lasciandosi poi andare a parole dal forte tono patriottico: “I giocatori sono con il popolo e la folla sostiene la dignità, l’onore e la forza del Paese. Qualunque sia il risultato, l’importante è che la bandiera dell’Iran venga issata e difesa in quel luogo”.

Alla manifestazione – seguita alla visita del presidente iraniano Masoud Pezeshkian al ritiro della nazionale – hanno preso parte alti funzionari governativi, autorità calcistiche e artisti. Pezeshkian si è rivolto così ai calciatori: “Non siete semplicemente una squadra di calcio, ma rappresentate la speranza, la dignità, l’unità e la determinazione della nazione iraniana agli occhi del mondo”.

Nuova divisa, nuovo inno e una promessa

In piazza Enghelab, a Teheran, è stata presentata la nuova divisa dell’Iran per i Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, sulla quale campeggia l’iconico ghepardo asiatico, simbolo storico del calcio iraniano. Non solo: come riferisce l’agenzia Wana, la cerimonia è stata anche l’occasione per svelare il nuovo inno ufficiale, interpretato dal celebre cantante Parvaz Homay.

Poi è stato il turno del capitano Ehsan Hajsafi, che ha letto il giuramento ufficiale della squadra, promettendo determinazione e massimo impegno “per rendere orgoglioso l’Iran ai Mondiali”. “I recenti eventi non hanno fatto altro che rafforzare la determinazione dei giocatori a difendere il nome e la dignità dell’Iran sulla scena internazionale”, ha infine sottolineato il ministro dello Sport Ahmad Donyamali.

Problemi irrisolti: le 10 condizioni e il nodo visti

Sappiamo qual è la posizione della FIFA: Gianni Infantino ha più volte assicurato che l’Iran parteciperà ai Mondiali. Eppure la situazione resta tanto complicata quanto delicata. Nei giorni scorsi la Federazione iraniana ha posto dieci condizioni per esserci, dando vita a un nuovo negoziato con la FIFA, parallelo a quello con gli Stati Uniti legato al conflitto in Medio Oriente. Una delle questioni più spinose riguarda i visti, dopo quanto accaduto di recente in Canada, dove una delegazione della Federazione guidata da Taj è stata respinta all’aeroporto di Toronto, diventando così l’unica nazionale assente al congresso organizzato dalla FIFA.

Il nodo riguarda la presenza, all’interno della dirigenza, di figure che hanno svolto il servizio militare nel Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC), organizzazione considerata terroristica da Canada e Stati Uniti. L’Iran ha incaricato la FIFA di risolvere il problema e garantire l’accesso negli Stati Uniti ai calciatori e ai membri dello staff, visto che la nazionale disputerà lì tutte e tre le partite del girone. Ma, come rivelato dal segretario generale della Federazione, Hedayat Mombeini, alla tv di Stato durante la manifestazione: “Non è ancora arrivato nulla riguardo ai visti. Speriamo che la questione venga risolta presto. La FIFA ha fatto delle promesse e speriamo che queste promesse portino a dei risultati e che i giocatori ricevano i visti in tempo”. L’Iran, intanto, si accinge a partire per la Turchia: il 29 maggio affronterà il Gambia in amichevole, ma manca ancora la seconda avversaria.

Mondiali, l’Italia può ancora essere ripescata

L’Italia, che ha fallito la qualificazione ai Mondiali per la terza volta di fila, resta alla finestra e attende sviluppi. Fino a quando la grana visti e ‘le trattative in corso’ tra Iran e FIFA non porteranno a una soluzione definitiva, la Nazionale – pur senza ct (per le due amichevoli di inizio giugno in panchina ci sarà il selezionatore dell’Under 21 Silvio Baldini) – può ancora sperare in un clamoroso ripescaggio. Certo, le speranze si riducono giorno dopo giorno, ma – al momento – non è ancora finita.

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