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Italia ripescata ai Mondiali, la minaccia dell’Iran alla Fifa dopo il caso Canada. Gli azzurri hanno ancora una chance

Il presidente della federcalcio iraniana, Mehdi Taj, ribadisce la volontà di partecipare alla Coppa del Mondo ma stavolta invia un messaggio a Infantino: “E’ la Fifa il nostro riferimento”

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

I Mondiali sono ormai alle porte. Il presidente Gianni Infantino e la Fifa hanno chiuso la porta a qualsiasi altro tipo di soluzione se non quella della presenza dell’Iran, ma quando il tempo è ormai allo scadere, alcuni dubbi rimangono come quelli espressi dal capo della federazione iraniana Mehdi Taj. L’Italia (come altre nazionali) resta alla finestra anche se le chance in questo momento sembrano minime.

L’ultima richiesta dell’Iran

I tempi ormai si stringono. L’Iran vuole partecipare ai Mondiali ma continua a tenere in ansia la Fifa. L’ultimo messaggio è arrivato forte e chiaro dal presidente della federazione iraniana Mehdi Taj che sostiene ancora una volta che deve essere la Fifa a garantire le condizioni per la presenza del Team Melli: “Se gli americani possono garantire di non insultare le nostre istituzioni militari o la guardia islamica rivoluzionaria, allora andremo. Se ci danno una garanzia che un incidente come quello accaduto in Canada, allora possiamo dare la nostra conferma. Ma noi non abbiamo nessun tipo di contatto con l’America”.

L’incidente in Canada

Il riferimento di Mehdi Taj è a quanto avvenuto solo qualche giorno fa quando la delegazione iraniana è stata fermata e interrogata dagli ufficiali della dogana a Toronto. Una delegazione che stava cercando di fare il suo ingresso nel paese nordamericano per prendere parte a un congresso della Fifa ma le istituzioni canadesi hanno mostrato tutti i loro dubbi riguardo la composizione di questa delegazione, in particolare riguardanti la IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps). Dopo un’ispezione molto lunga alla delegazione non è stata concessa la possibilità di entrare nel paese per prendere parte al congresso della Fifa che si è svolto a Vancouver generando anche un momento di frizione nei confronti dell’organizzazione di Gianni Infantino. Ed è per questo motivo che Mehdi Taj ha ribadito che deve essere proprio la Fifa a fornire le giuste garanzie: “Non abbiamo niente da chiedere agli Stati Uniti. Andiamo alla Coppa del Mondo perché siamo qualificati. Il nostro “ospite” è la Fifa non uno specifico paese”.

I possibili scenari

In questo clima di incertezza la nazionale iraniana continua la sua fase di preparazione per la Coppa del Mondo dimostrando la voglia di essere regolarmente ai nastri di partenza. Anzi è stato lo stesso Mehdi Taj a ribadire che il Team Melli ha in programma due amichevoli per prepararsi per la Coppa del Mondo una in Turchia e una proprio negli Stati Uniti. Infantino e la Fifa hanno ribadito in ogni circostanza utile che non c’è un piano B rispetto alla presenza dell’Iran ma l’ipotesi di un ripescaggio resta in realtà, seppur flebilmente, aperta. L’Italia è tra le possibili sostitute in caso di un forfait dell’ultima ora anche se quanto sta avvenendo ai vertici federali lascia presupporre che le priorità in questo momento sono rivolte ad altro.

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