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Caos Mondiali, gli Stati Uniti dicono no all’Iran: arriva il Messico in soccorso. Trump dà una speranza all’Italia

L’ultima soluzione per permettere di aggirare la situazione visti arriva dal Messico e dalla presidentessa Sheinbaum che offre soccorso alla nazionale iraniana. Ma la partita non è ancora conclusa

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Un problema dietro l’altro. La partecipazione dell’Iran ai Mondiali sta diventando un vero e proprio caso politico internazionale che coinvolge la diplomazia dei paesi coinvolti ai più alti livelli. Gli Stati Uniti continuano a fare ostruzionismo, e ora a provare a risolvere la situazione ci pensa il Messico e la presidentessa Claudia Sheinbaum.

L’annuncio dell’Iran

L’Iran è sicuro di esserci, nel corso del pomeriggio nel corso di un intervento all’agenzia iraniana ISNA, il ministero dello sport Ahmad Donyamali ha infatti confermato che i vertici della Fifa stanno facendo tutto il possibile per ottenere i visti e che avrebbero addirittura promesso che tutti i giocatori e tutti i membri dello staff otterranno la documentazione necessaria per viaggiare e per prendere parte al Mondiale.

Il soccorso del Messico

I visti non arrivano, tardano e forse di mezzo c’è la situazione politica con gli Stati Uniti che provano a fare ostruzione e usare anche i Mondiali come mezzo per fare pressione su Teheran. E in soccorso della nazione mediorentale arriva un alleato a sorpresa nel Messico. La presidentessa Sheinbaum ha dichiarato la disponibilità del paese di ospitare la nazionale iraniana per il periodo di ritiro nel corso del torneo: “Non vedo ragioni per negare loro la possibilità di venire qui. Gli Stati Uniti hanno detto di non volere la nazionale iraniana nel paese a parte che per le partite, e noi abbiamo dato la nostra disponibilità”. Una richiesta che sarebbe arrivata al Messico proprio dalla Fifa che avrebbe chiesto la disponibilità di ospitare il Team Melli nel corso della Coppa del Mondo.

La posizione degli Stati Uniti

E’ evidente che in questo momento la partecipazione dell’Iran a un Mondiale che si gioca anche negli Stati Uniti è diventata anche un discorso politico, un gioco di forza tra i due paesi. Da una parte la nazionale iraniana, attraverso le sue istituzioni, cerca di fare leva sulla Fifa che in questo momento avrebbe una difficoltà clamorosa a cambiare i programmi; dall’altra ci sono gli Stati Uniti che si sentono in una posizione di forza. La scelta di vietare all’Iran il pernottamento sul suolo americano nel corso del torneo rappresenta una presa di posizione molto netta. Ma non è detto che la soluzione che vede il Messico a fare da ponte sia quella definitiva, anche perché il Team Melli dovrà giocare le tre partite della fase a gironi negli Stati Uniti e avrà comunque bisogno dei visti necessari per entrare nel paese. Una situazione ancora lontana dall’essere risolta, anzi un colpo di mano del presidente Trump potrebbe dare nuova vita alle speranze dell’Italia.

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