I Mondiali non sono ancora cominciati ma le polemiche divampano. L’amministrazione Trump non fa passi indietro e l’accoglienza delle nazionali sta diventando sempre più un caso. I giocatori e lo staff di Senegal e Uzbekistan sono stati trattati quasi come criminali al momento del loro ingresso negli Stati Uniti. Al miglior arbitro africano è stato negato il visto, la Coppa del Mondo sta diventando un manifesto politico del presidente USA e Infantino rischia di pagarne le conseguenze.
- Cannavaro e l’Uzbekistan: trattamento da criminali
- Il trattamento ricevuto dal Senegal
- La sentenza di Bielsa: “Il peggior Mondiale di sempre”
Cannavaro e l’Uzbekistan: trattamento da criminali
Le immagini sono rimbalzate sui social e hanno fatto immediatamente il giro della rete. A fare le spese delle stringenti politiche di accesso agli Stati Uniti è stata anche la nazionale dell’Uzebkistan che nel ruolo di ct ha una leggenda del calcio italiano come Fabio Cannavaro. L’ex difensore e la delegazione della nazionale uzbeka, alla prima partecipazione una fase finale di un Mondiale, sono stati accolti come dei criminali al loro arrivato negli Stati Uniti. Tutta la squadra è stata costretta a scendere dal pullman dove ad accoglierli c’erano le forze dell’ordine. Sia i giocatori che i membri dello staff hanno dovuto lasciare i propri zaini e passare al controllo del metal detector; i bagagli sono stati ammassati per strada dove sono stati ispezionati anche dai cani antidroga.
Il trattamento ricevuto dal Senegal
Quanto successo all’Uzbekistan di Fabio Cannavaro però sembra quasi niente in confronto all’esperienza vissuta dai giocatori del Senegal. La nazionale africana arrivata a San Antonio per prendere parte all’ultima amichevole prima del debutto Mondiale, ha ricevuto un trattamento anche peggiore. Al momento dello sbarco tutti i giocatori e i membri dello staff sono stati sottoposti a dei controlli molto severi proprio sulla pista di atterraggio con i giocatori costretti ad aprire le valigie e sono stati perquisiti dagli agenti. Una trattamento che in tanti hanno definito umiliante anche se al momento non è arrivata nessuna nota ufficiale da parte della federazione senegalese.
Una disavventura quella di subire una severa perquisizione che poi è toccata anche al Belgio di Kevin De Bruyne. Le immagini del giocatore del Napoli seduto su una sedia appena sceso dall’aereo e controllato con un metal detector hanno fatto il giro dei social.
La sentenza di Bielsa: “Il peggior Mondiale di sempre”
Il fischio di inizio del Mondiale non è stato ancora dato ma già arriva la sentenza del “Loco” Bielsa. L’allenatore dell’Uruguay ha giudicato senza mezzi termini quello che sta succedendo: “Si lamentano tutti delle strutture e dell’organizzazione – ha detto nel corso della sua conferenza stampa – dei campi di allenamento e di quello che succede negli aeroporti, così come la detenzione di giocatori, fotografi, arbitri e allenatore. Sarà la peggiore edizione della Coppa del Mondo di sempre”. Del resto quando la data del calcio d’inizio si avvicina le notizie che arrivano soprattutto dagli States si fanno sempre più allarmanti.
L’ultimo caso e forse anche quello più grave è quello che ha visto come protagonista, ma sarebbe meglio dire vittima, l’arbitro somalo Omar Artan che lo scorso anno è stato giudicato come il miglior arbitro africano. Al suo arrivo negli Stati Uniti gli è stato negato il visto di ingresso e per lui è svanito il sogno di arbitrare una gara di Coppa del Mondo: “Stavo cercando di realizzare il sogno più grande della mia vita. Avevo i documenti giusti e il visto giusto. Ma credo che abbiano un problema con il mio Paese” ha detto al New York Time. L’arbitro ha rivelato di essere stato interrogato in una stanza per4 circa 11 ore prima di essere portato in una cella di detenzione e poi imbarcato su un un volo di ritorno per Istanbul. Un caso che mette ancora più in bilico la già traballante posizione di Infantino.
