Campioni del mondo al maschile e al femminile. La doppietta storica, il passaggio di testimone tra Bangkok e Manila proietta l’Italia nell’Olimpo del volley. Trasformandola, una volta di più, nella nazione modello per gli appassionati di questo sport. E due figure simbolo del trionfo della Nazionale azzurra nelle Filippine sono il tecnico e il capitano. La mente pensante in panchina e il suo alter ego in campo. Fefè De Giorgi e Simone Giannelli, c’è la loro impronta su questa fantastica impresa. Un successo voluto fortissimamente, ottenuto a dispetto di critiche e veleni. Fino a pochi giorni prima del Mondiale, ad esempio, c’era chi spingeva perché Julio Velasco passasse dalla guida della femminile al “capezzale” dell’Italia maschile.
- Volley, la clamorosa rivincita di Fefé De Giorgi
- Il saluto di Fefè a Velasco e il retroscena su Lavia
- Quante critiche a Giannelli, il capitano azzurro
- L'ammissione di Giannelli: "È stata un'estate difficile"
Volley, la clamorosa rivincita di Fefé De Giorgi
Critiche ingenerose nei confronti di Fefè, colpevole forse di aver ammesso – una volta – di aver commesso un errore: in Italia è una cosa talmente strana che in tanti l’hanno preso per pazzo. Cinque Mondiali vinti tra giocatore e tecnico, nelle Filippine ha dimostrato di essere un allenatore preparato, moderno, capace come pochi di parlare al cuore dei suoi giocatori, di saper tirare fuori il meglio da ciascuno di loro. Sempre col sorriso. “Mi dovrebbero chiamare solo per i Mondiali”, le prime parole ai microfoni della Rai. “La verità è che sono distrutto. È stata un’estate lunga, non semplicissima, ma la felicità di lavorare con questi ragazzi mi ha ripagato di tutto. Hanno affrontato tante cose per raggiungere questo livello”.
Il saluto di Fefè a Velasco e il retroscena su Lavia
Pochi avrebbero creduto nelle chance degli Azzurri: “Dovevamo recuperare il gap dalla Polonia, dalla Francia che avevano vinto gli ultimi tornei. Lo abbiamo fatto con grande umiltà, con determinazione, lavorando su di noi. Dalla partita con l’Ucraina in poi è stato un crescendo. Siamo stati bravissimi, non è facile vincere due Mondiali di fila”. Tanti, forse troppi, i paragoni con Velasco: “Julio? Lo saluto, abbiamo fatto delle cose buone grazie alla Federazione e a un movimento di cui siamo solo l’apice. Così come saluto Daniele (Lavia, ndr) che è stato bravissimo, mi ha chiesto di salutare la squadra durante la riunione tecnica e sono stato felice di accontentarlo. Ci ha fatto emozionare, ci ha dato una bella carica”.
Quante critiche a Giannelli, il capitano azzurro
Se De Giorgi ha sfidato e vinto le critiche relative alla conduzione tecnica e alle scelte compiute da Ct, Simone Giannelli ha dovuto fronteggiare i rilievi di una “critica”, velenossima sui social, spesso alimentata da “campioni” improvvisati. Un pianto a dirotto quello del capitano, premiato come miglior palleggiatore del torneo, durante la sua intervista, appena accortosi della presenza di Daniele Lavia negli studi Rai: “Mi sarebbe piaciuto che Daniele fosse qui con noi, è un grande amico, gli voglio bene, per sfortuna non è potuto essere con noi, ma è sempre stato nel nostro cuore. Ci è stato vicino, sono orgoglioso di aver vestito la sua maglia su quel palco. Ringrazio anche Gio Sanguinetti che è stato con noi fino all’inizio di questa avventura”.
L’ammissione di Giannelli: “È stata un’estate difficile”
Un pianto dal sapore di liberazione per Giannelli, condito da una rivelazione spiazzante: “So che non siete abituati a vedermi così, ma ci sono tante cose che mi porto dentro, che non faccio vedere a nessuno. È stata un’estate molto difficile“. Dopo il ko col Belgio nella fase a gironi qualcuno avrebbe voluto vederlo fuori squadra. Eccoli lì, invece, ad alzare la coppa. “Abbiamo scritto la storia, facendo qualcosa che nessuno si aspettava. Forse noi un pochino sì. Abbiamo studiato, non siamo gente che molla, abbiamo rappresentato il nostro Paese e sono immensamente orgoglioso di quello che abbiamo fatto. Per me potevamo anche perdere, ma abbiamo giocato la partita che dovevamo fare. Lo abbiamo fatto tutti insieme, di squadra”.
