Per la prima volta s’è spenta la luce, ed è bastato un attimo per ritrovarsi con i piedi per terra. Che serva da lezione all’Italia di Velasco, che contro il Belgio si distrae giusto il tempo per regalare un set (il terzo) alle avversarie, salvo poi rimettere le cose a posto e dimostrare che quando vuole sa essere irresistibile per chiunque. Il 3-1 finale sorprende fino a un certo punto, perché se è fare notizia è il blackout che dal 17-14 del terzo set ha prodotto un 11-4 di contro parziale vuol dire che questa nazionale la temono tutti. Ma che appena stacca la spina, come logica vuole, può diventare vulnerabile.
- Egonu straripante, Danesi esce nel finale (solo tachicardia)
- Primi due set da manuale del volley: Egonu e Nervini show
- Il primo blackout del torneo, poi di nuovo la versione deluxe
Egonu straripante, Danesi esce nel finale (solo tachicardia)
La volata per il primo posto premia la maggiore qualità delle azzurre, con Velasco che di appunti sul suo taccuino se n’è portati via abbastanza. Finché le cose hanno girato per il verso giusto non c’è stata storia: Egonu ha giocato sul velluto quando Orro l’ha messa in ritmo, Nervini s’è presa le sue responsabilità e in generale in difesa i dividendi hanno pagato. Non a caso è quando l’attacco ha cominciato a sbagliare tanto che il Belgio ha potuto mettere il naso avanti, sfruttando l’opportunità concessa dal campo.
Alla fine però sono i numeri stessi della partita a certificare la superiorità delle italiane, vedi il 15-2 a muro (Egonu ne stampa 4), con l’opposto di Milano che firma 28 punti e mostra i muscoli quando più serve. Unico neo il piccolo infortunio al polso destro rimediato da capitan Danesi nelle battute conclusive del match, uscita poi (per sua stessa ammissione) per una piccola tachicardia che ogni tanto torna a bussare. Domani la sfida tra Germania e Polonia designerà l’avversaria azzurra negli ottavi.
Primi due set da manuale del volley: Egonu e Nervini show
Nella terza gara del girone Velasco è ripartito dalle solide certezze di inizio torneo: dentro le titolari e subito l’Italia azzanna la partita con un 6-0 di parziale che spedisce le azzurre sull’8-2 propiziato dalla voracità in attacco di Paola Egonu e dalla chirurgica precisione di Sarah Fahr. Il Belgio non ha avuto tempo nemmeno di mettere piede in campo che è già spalle al muro: Martin è l’unica che prova a tenere a galla le compagne, anche perché la temuta Herbots spara a salve e per l’Italia è un gioco da ragazzi tenersi a distanza di sicurezza.
Nervini dimostra di meritare fiducia e considerazione facendosi trovare sempre pronta quando Orro la chiama in causa, mentre Egonu esplode tutta la potenza del suo braccio infilando un paio di attacchi in diagonale da mandare in loop a reti unificate. Nel finale di set è ancora Nervini a ergersi protagonista e il 25-16 suona sinistro per le malcapitate belghe.
Che almeno nel secondo set provano a restare attaccate un po’ più a lungo (9-9 con anche un timido tentativo di mettere la testa avanti), ma un muro di Danesi apre una fase tutta a tinte azzurre, con un primo break di 4-0 e un altro di 6-0 che esalta tutte le qualità delle italiane (devastante Egonu, efficacissima Nervini, precisa Sylla nel suo turno di servizio). È la versione deluxe di un’Italia che piace e che diverte, con Fahr che trova il primo tempo per bissare il 25-16 del set precedente.
Il primo blackout del torneo, poi di nuovo la versione deluxe
Il terzo si apre esattamente come quello precedente: l’Italia sembra in controllo, il Belgio resta attaccato e sul 9-9 tutto è come prima. Anche l’allungo delle azzurre lascia presagire una fine già segnata: un ace di Fahr porta il gap a tre punti (16-13), ma di colpo la luce si spegne, con le diavole rosse che prendono forza in virtù dei ripetuti errori in attacco (tre di Egonu, uno di Sylla).
Ne vien fuori un clamoroso parziale di 5-0 con due ace di Krenicky che ribaltano l’inerzia del set e mette per la prima volta nel torneo l’Italia spalle al muro. Anche Velasco prova a giocarsi la carta di riserva con Antropova, sin lì rimasta a guardare tutto l’incontro, ma la sua battuta si perde lunghissima. Una possibile rigiocata non sfruttata determina la fine dei propositi di rimonta italiani, col 25-21 finale in favore delle belghe che manda la partita al quarto set.
Dove però l’Italia dimostra di aver imparato la lezione: pronti via ed Egonu, Sylla e Danesi piazzano tre muri in serie per il 4-0 che suona da monito per le rivali. Si gioca senza esclusione di colpi ma quando Nervini attacca la palla che vale il 14-7, dopo uno scambio fatto di pure acrobazie da una parte e dall’altra, si capisce che la piega del match è segnata. Nel finale c’è spazio anche per Akrari che firma l’ennesimo muro italiano di giornata, giusto per far sapere al mondo che al mondiale c’è anche lei, oltre che Antropova che fa rifiatare Egonu e firma il 15esimo muro di giornata. Finisce 25-18, col solito primo tempo di Sarah Fahr.
