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Fonseca, il piccolo Sinner che si comporta peggio di Alcaraz: a Montecarlo ha rianimato Zverev con le sue urla

Nel Masters 1000 del Principato il talento brasiliano è arrivato a un passo dalla semifinale: contro Sascha ha rovinato tutto coi suoi atteggiamenti durante il match.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Lo chiamano “Piccolo Sinner”, nomignolo di cui va giustamente fiero. Joao Fonseca, però, forse assomiglia di più a Carlos Alcaraz. Non certo per il modo di giocare, quanto per i suoi atteggiamenti in campo. Certo, in confronto al brasiliano il numero 1 spagnolo sembra un campione di fair play. Nonostante le dita all’orecchio, nonostante gli occhiolini al pubblico, nonostante tutte le mosse da “torero” capaci di infiammare le folle. Fonseca, latino purosangue, pure ammicca spesso alla sua appassionata e rumorosa torcida. Ma qualche volta si spinge anche oltre. E non sempre i risultati finiscono col premiare certi suoi comportamenti.

Montecarlo, Fonseca bacchettato pure da Bertolucci

Contro Sascha Zverev, nel quarto di finale più equilibrato del Masters 1000 di Montecarlo, le trovate di Fonseca si sono rivelate addirittura controproducenti. Il 19enne ha esagerato, finendo con l’essere bacchettato in diretta persino da Paolo Bertolucci, che stava commentando la partita su Sky in tandem con Elena Pero. Ma che ha fatto il buon Joao perdendo in un colpo solo faccia e partita? Si è lasciato trasportare dall’emotività, sconfinando in atteggiamenti antisportivi. S’è messo a urlare, in pratica, ogni volta che Zverev sbagliava un colpo o commetteva un errore gratuito. “Vamos”, “Aleee”, “Uh”. Una successione di urla francamente poco gradevole.

Le urla di Joao per gli errori e la reazione di Sascha Zverev

Il tutto è accaduto quando il brasiliano, sotto di un set e di un break, ha iniziato a dar segni di ripresa nel secondo set, poi vinto grazie a un controbreak e al successivo trionfo nel tie-break. Joao ha usato tutti gli espedienti possibili per caricare sé e i suoi tifosi, pochi ma chiaramente distinguibili, andando però un pochino oltre. Soprattutto per quanto riguarda le esultanze sugli errori di Zverev. Lo stesso tedesco lo ha rimproverato, invitandolo a calmarsi. Poi, dopo aver vinto un game, gli ha fatto il segno del pollice: “Complimenti, mi hai ridato forza”. Alla fine com’è andata a finire? Con la vittoria di Zverev al terzo set e il biglietto in tasca per il successivo match contro Sinner. Quello vero.

L’autocritica (blanda) di Joao Fonseca dopo la sconfitta

Forse Joao ha capito l’errore, almeno a giudicare dalle dichiarazioni riportate da ESPN Brasil: “Confrontarmi direttamente coi big è l’unico modo che ho per crescere e migliorare. Sono contento di come ho giocato contro Zverev, non di come ho gestito i momenti cruciali. Avrei potuto gestirla meglio”. Più blanda l’autocritica quanto agli atteggiamenti sopra le righe: “In campo cerco sempre di non mostrare di essere a disagio, l’obiettivo è tenere la testa alta e continuare. Ci sono piccole cose da migliorare, nel complesso comunque il bilancio del torneo è positivo. È stata un’ottima settimana, la prossima volta cercherò di migliorare quegli aspetti che non sono andati come volevo“.

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