Paolo Bertolucci lo ha definito un predestinato. E, vista la rapidità della sua ascesa, è difficile dargli torto. Ma la sconfitta di Rafa Jodar nella semifinale del Masters 1000 di Montreal contro l’americano Brandon Nakashima fotografa anche l’altra faccia della medaglia: quella di un talento che, a 19 anni, deve ancora imparare a gestire i momenti più difficili. Una lezione che vale doppio e che sui social ha già aperto il dibattito: il madrileno potrà davvero insidiare Sinner e Alcaraz? Ma le sconfitte – non è un mistero – fanno parte del percorso di crescita di ogni campione. Lo sa bene anche Ben Shelton, che in Canada sta vivendo una sorta di riscatto. Il successo in semifinale contro Tien gli ha spalancato le porte dell’ultimo atto, dove lo attende proprio Nakashima, con la possibilità di calare uno storico bis a Montreal. Nel segno di Rafa Nadal (e non solo).
- Montreal, la sconfitta di Jodar vale una doppia beffa
- Jodar come Sinner e Alcaraz? I social si dividono
- Shelton, riscatto sulla scia di Nadal: derby americano in finale
Montreal, la sconfitta di Jodar vale una doppia beffa
Sul Centre Court di Montreal Rafa Jodar non è riuscito a dare seguito alle precedenti e convincenti vittorie, arrendendosi a Brandon Nakashima con il punteggio di 7-6 (3), 6-4 in 2 ore e 2 minuti. Il madrileno ha così mancato l’appuntamento con la prima finale di un Masters 1000, fallendo anche la possibilità di entrare nella top 10 mondiale. Poco male: il talento spagnolo salirà comunque all’11esima posizione, a conferma delle sue indubbie qualità.
Il merito è soprattutto di Nakashima, bravo a disinnescare i punti di forza dell’avversario, a partire dalla risposta al servizio, e a non concedergli il ritmo trovato nei turni precedenti. L’americano è stato più solido e lucido nei momenti decisivi, dominando il tie-break del primo set e trovando nel secondo il break che ha indirizzato definitivamente la partita. Una prestazione di grande maturità, che vale a Nakashima la prima finale Masters 1000 della carriera. Per Jodar, invece, resta la consapevolezza di aver comunque compiuto un altro importante passo nel suo percorso di crescita.
Jodar come Sinner e Alcaraz? I social si dividono
Da quando Sinner e Alcaraz dominano la scena mondiale, si cerca a tutti i costi il possibile terzo incomodo. Da Zverev a Fonseca, passando per Mensik e, appunto, Jodar: in Spagna sono convinti che il 19enne madrileno abbia tutto per insediarsi nelle posizioni di vertice del ranking ATP. E con i primi due della classe attualmente fermi ai box, si è aperto un vuoto di potere che alimenta ancora di più il dibattito su chi possa avvicinarsi ai livelli di Jannik e Carlos.
La sconfitta di Rafa contro Nakashima ha così scatenato i social. Un utente lo bacchetta su X: “Come hai potuto lasciare che Nakashima ti sconfiggesse in quel modo? Hai battuto Fils solo per lasciarti battere così? Non lo accetto. Mi dispiace”. Rose, invece, scrive: “Io ammiro l’uomo prima del tennista, per cui certi atteggiamenti di Jodar per me sono insopportabili. Alcuni giornalisti lo lodano al limite del fanatismo, perché non vedono l’ora di trovare il rivale di Sinner”. Più tecnico il giudizio di Marco: “Jodar picchia forte e risponde bene, ma il suo gioco non ha ancora le variazioni necessarie per imporsi tra i primi cinque. È tatticamente immaturo, deve crescere, ma non è detto che ci riesca. Ricordiamoci di Tsitsipas e di altri che sembravano fenomeni e sono rimasti buoni giocatori, ma non di più”.
Shelton, riscatto sulla scia di Nadal: derby americano in finale
Ad affrontare Nakashima nella finale del Masters 1000 di Montreal sarà Ben Shelton, che ha sconfitto Learner Tien 6-2, 6-3 in 1 ora e 24 minuti. Un derby tutto americano che per Shelton ha un sapore particolare. Non solo perché il successo in semifinale gli garantisce di restare nella top 10 indipendentemente dall’esito della sfida contro il connazionale (in caso di successo salirebbe al sesto posto), ma anche perché gli offre la possibilità di bissare il trionfo dello scorso anno. L’ultimo a riuscirci era stato Rafa Nadal, prima di lui altri assi del calibro di Andre Agassi, Andy Murray e Novak Djokovic.
Il 23enne di Atlanta si è meritato l’accesso alla finale superando due ostacoli di altissimo livello come Fonseca e Mensik, ai quali non ha concesso neppure un set. E ora non ha intenzione di fermarsi. Il messaggio è chiaro e sembra rivolto a Sinner e Alcaraz: “Giocare per i titoli è ciò a cui punto. Non importa di quale torneo si tratti: 250, 500, Masters e, ovviamente, i Grand Slam. È quello l’obiettivo finale”. La finale tra Shelton e Nakashima si giocherà nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 agosto, con il via fissato alle 2:00 italiane.
